Ucraina, l'opposizione rifiuta l'amnistia

Nessuna trattativa con un governo considerato delegittimato: continuano le occupazioni dei ministeri

Protests Continue In Kiev As The Opposition Calls For A Snap Election

Aggiornamento 19:50 - I tre leader dell'opposizione ucraina denunciano gravi brogli durante la votazione che, ieri sera, ha dato il via libera all'amnistia come proposta dal presidente filorusso Yanukovich.

La votazione sarebbe avvenuta in violazione della Costituzione ucraina, con alcuni deputati che avrebbero votato al posto di altri.

“Che restino i manifestanti a Maidan, che restino le tende, che restino i sindacati. Ma bisogna che l’amministrazione tornari a lavorare perchè le città e le regioni hanno bisogno che la vita continui”

ha detto Yuri Miroshnichenko, rappresentante del Partito delle Regioni. La legge prevede infatti un vero e proprio ultimatum ai manifestanti, ai quali il governo richiede di sgomberare piazze e palazzi occupati prima di attivare l'amnistia.

Ai manifestanti sono stati concessi 15 giorni di tempo, una misura che in realtà tradisce un tentennamento da parte del presidente Yanukovich.

Non si attenua in alcun modo la tensione sociale che da prima di Natale stringe l'Ucraina in una morsa da stato di polizia: l'opposizione si è rifiutata di dare il suo sostegno alla legge sull’amnistia approvata dal Parlamento nella serata di ieri; durante il voto infatti i rappresentanti dell'opposizione (che pure non vengono riconosciuti da una larga maggioranza dal movimento Maidan) si sono astenuti sul provvedimento di amnistia per i manifestanti proposto dal governo di Yanukovich (che ha perso il primo ministro pochi giorni fa, dimissionario in difficoltà).

L'ipotesi di amnistia conteneva un accordo "tra le parti" che prevedeva la fine delle manifestazioni con l'approvazione del testo: tuttavia, con l'opposizione parlamentare che non controlla in alcun modo le manifestazioni, l'astensione era l'unico voto utile a non far degenerare l'istituzione e a tenere quel minimo di contatto con la piazza.

Nel frattempo a piazza Indipendenza e in tutte le piazze ucraine la vita scorre come oramai da diverse settimane: nella tensione assoluta che si vive in città, tra le violenze e i timori che tutto possa degenerare in un qualcosa di più grosso ed incontrollato, gli ucraini sono riusciti a organizzarsi.

Molti caffè e negozi di generi alimentari restano aperti, a disposizione dei cittadini che continuano così una sorta di vita quotidiana, in realtà incardinata in una vera e propria realtà parallela alla protesta: se è falso, stando a quanto si legge su molti blog di attivisti e giornalisti ucraini non allineati, che il Paese vive momenti drammatici in cui l'approvvigionamento dei beni di prima necessità è difficoltoso, altrettanto falsa è l'apertura del Presidente Yanukovich ai manifestanti.

Ucraina, non si placa la protesta

Tuttavia, secondo il quotidiano finandese Karjalainen:

"Le manifestazioni ormai si sono diffuse anche nell’Ucraina orientale, dove solitamente il presidente gode di un forte sostegno. I manifestanti vogliono le dimissioni del presidente e le elezioni anticipate. Ma questa non è una strada semplice, perché Janukovič è un presidente legittimamente eletto. I manifestanti devono ora mostrare abilità diplomatiche, ma non sono un’opposizione unita. Lo scoppio di una guerra civile continua a essere una minaccia reale."

Sarà una sfida ardua per Catherine Ashton, commissario Ue agli Esteri, cercare di mediare tra le esigenze della piazza (che di europeista ha oramai solo il colore blu) e quelle dello stato ucraino: una mediazione che, allo stato attuale, sembra quasi impossibile.

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