Primarie Pd - Bersani davanti a Renzi nei sondaggi

Il segretario Pd ce la può fare. Ormai si è capito da tempo che Pierluigi Bersani coltiva il sogno di diventare primo ministro, e anche per questa ragione aveva provato a impedire che davvero si tenessero le primarie per la coalizione di centro-sinistra. Piano a cui ha dovuto dire addio quando ha capito che sarebbe stato deleterio rinunciare a quello che è il vero collante tra il partito e i suoi elettori.

E il fatto aver accettato di sottoporsi alla prova elettorale lo sta premiando: sarà perché da ministro ha fatto bene, sarà perché il Pd comunque mantiene un po' di quella disciplina di partito ereditata dall'epoca comunista che dà un vantaggio naturale al segretario, ma insomma Pierluigi è in grandissimo vantaggio. Per la precisione (qui le tabelle Demos) Bersani raggiunge il 43,5%, seguito da Matteo Renzi al 27,7. Ma siccome quelle che vengono comunemente chiamate primarie del Pd sono in realtà primarie di coalizione, si aggiungono anche Nichi Vendola al 21,6% e Bruno Tabacci al 2,9%.

Tutto bene quindi, per Bersani? Insomma. Come prevedibile è in largo vantaggio, e questa volta il candidato di Sel nella persona di Nichi Vendola non dovrebbe fare scherzi simili a quelli che i democratici hanno subito in tante primarie per il candidato sindaco (Milano, Genova, ecc.). C'è un però, Bersani al momento è sotto il 50%. E non si può escludere che nel momento in cui il tour di Renzi prenderà quota e Vendola aumenterà l'esposizione mediatica (che per lui, fuori dal parlamento, è un po' ridotta) la quota del segretario Pd non diminuisca ulteriormente. A questo punto il rischio è di un candidato dimezzato, i cui rivali mettano assieme più voti e che non appaia quindi abbastanza forte da fare collante e garante per la futura coalizione. La soluzione potrebbe passare attraverso il secondo turno, con un ballottaggio fra i due più votati.

E l'alleanza per cui si vota il candidato premier quale sarà? Pd e Sel ci sono, ma ancora non si sa se Di Pietro tornerà all'ovile o se sarà Casini il terzo incomodo. Gli elettori del Pd preferiscono nettamente la prima opzione. Nel sondaggio Demos il 51% dice di preferire un'alleanza con i partiti di sinistra anche a costo di rinunciare all'Udc. Il 23% preferisce il contrario, rinunciare insomma a Di Pietro e/o Vendola pur di stare con l'Udc. Il 16% vorrebbe una grande coalizione con il Pdl.

Foto | © TM News

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