Protezione Civile. Stop alla ricerca sismica, sospetti sull'assegnazione dei fondi

In ballo circa 900.000 euro di finanziamento

Franco Gabrielli sul Terremoto in Toscana
Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, e il Ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, hanno annunciato la sospensione dei bandi per la ricerca sismica, emanati nell'ambito di un accordo quadro con l'Ingv (l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) per un finanziamento di circa 900.000 euro ai ricercatori italiani attivi nello studio dei terremoti. Sembra una contraddizione, in un paese come il nostro continuamente oggetto di eventi sismici, eppure è così.

La causa di questo stop inatteso è da ricercarsi nel sospetto che i bandi siano stati gestiti con criteri quantomeno opachi e secondo logiche "baronali". Sospetti, niente più che sospetti, ma sufficienti per bloccare l'assegnazione dei 900.000 euro, in attesa di una nuova assegnazione o di un tramonto del progetto.


I bandi per il 2014, nell'ambito di un progetto ricorrente per incoraggiare le ricerche a tema sismico, si incentravano su tre argomenti: potenziale di nascita di un terremoto, per circa 400.000 euro; pericolosità dei sismi, per 360.000 euro; e previsione a breve termine e preparazione dei terremoti, con un valore di oltre 130.000 euro. Per un totale, di 900.000 euro appunto, che non è certo milionario ma che, in tempi di vacche magre per il mondo della ricerca italiana, faceva gola a molti.

Un po' troppo, e già nella diffusione dei bandi era stato chiaro che qualcosa non andava. Addirittura, due dei tre bandi non avevano un titolo, perché chi li aveva emanati ha preferito tenerli per sé in modo da favorire sono alcuni. Come se non bastasse, alcuni bandi sono stati pubblicati immediatamente a ridosso della scadenza, favorendo quindi chi aveva già pronti i progetti. Approssimazione o qualcosa di più grave? Difficile dirlo, e chissà se si scoprirà mai.

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