De Magistris spara a zero su Grillo. Perché?

Il grande amore tra Luigi De Magistris e Beppe Grillo è finito. Alla Festa del Fatto Quotidiano al Parco della Versiliana il sindaco di Napoli si scaglia contro il blogger genovese:

"Io ho subito le invettive di Grillo e non apprezzo la logica dell’esisto solo io e tutti gli altri fanno schifo, che serve soltanto ad accrescere un proprio potere personale e non aiuta a favorire l'unità del Paese. Dietro il comico diventato ad un tratto politico c’è un coagulo opulento di poteri forti, quello che di dice Favia è verosimile e non penso che la lotta per i diritti e contro le disuguaglianze possa venire da Grillo"



Facile capire a chi si riferisce De Magistris quando parla di "coagulo dei poteri forti": Gianroberto Casaleggio e la sua rete di rapporti poco chiara. Ma il sindaco - che deve il suo enorme successo alle Europee del 2009 proprio al supporto offerto da Grillo e dal suo blog - non si ferma qui:

"Non voglio candidarmi (alle politiche, ndr), ma mettere al servizio del paese questa energia partecipativa sperimentata durante la campagna elettorale a Napoli, un movimento non contro i partiti ma distante che possa spingerli al cambiamento"

E' proprio questo il nocciolo del discorso: De Magistris sull'onda del successo ottenuto alle Comunali dell'anno scorso sta per lanciare la sua lista, senza candidarsi direttamente ma ponendosi come leader. E in questo modo entra in diretta concorrenza con il Movimento Cinque Stelle. E' chiaro che l'idillio tra i due non poteva più durare, ed è lo stesso Beppe Grillo a cerificare la rottura:

“I sindaci scendono in campo. Si sentono leader. I loro concittadini li hanno eletti per fare gli amministratori pubblici, ma loro ovviamente se ne fregano chiamati come sono dall’ego smisurato ai più alti incarichi”

Gli amori politici non durano molto, durano solo finché fa comodo. De Magistris lanciato nella politica nazionale quando si candidò alle Europee 2009 come indipendente dell'Idv appoggiato apertamente dal Movimento Cinque Stelle - ottenendo 500mila preferenze - adesso ha rinnegato sia Di Pietro, sia Grillo. Vuole andare da solo e lanciarsi nell'arena nazionale come leader.

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