Egitto: Morsi in tribunale, gli attentati e Sisi verso la presidenza

L'ex presidente continua a dire di non riconoscere la Corte e il governo, il generale verso la candidatura, una nuova sigla dietro gli ultimi attentati nel Paese.

L'Egitto si è risvegliato con una nuova sigla jihadista, Ajnad Misr, che minaccia di colpire il Paese e che ha rivendicato alcuni attacchi recenti a caserme di polizia e istituti statali. I Soldati dell'Egitto si affiancano dunque agli islamisti di Ansar Beit al-Maqdis, gruppo con base nel Sinai, che finora si era sempre attribuito la responsabilità degli attentati.

La situazione è incandescente, anche perché pochi giorni fa Morsi era comparso in tribunale per un'altra fase del processo che lo vede alla sbarra insieme ad altri 14 imputati, con l'accusa di aver incitato all'uccisione di 12 manifestanti nel dicembre 2012 e della fuga dalle prigioni del regime, a cui partecipò durante la rivoluzione del 2011 insieme ad altri compagni dei Fratelli Musulmani. Morsi potrebbe anche essere condannato a morte, ma i giudici non hanno intenzione di far diventare lui e gli altri islamici della fratellanza dei martiri.

L'Egitto non si sta comunque appassionando più di tanto al processo. La speranza è di superare l'instabilità, anche a costo di consegnarsi "a un fascismo militare per scampare il fascismo islamico". Si attende il secondo pacchetto di stimoli promesso dal governo che dovrebbe risollevare l'economia. Ai 12 miliardi di dollari provenienti dal Golfo si sono aggiunti i quattro dell'Arabia Saudita (secondo gli analisti è il sostegno definitivo alla candidatura del generale el Sisi).

Quest'ultimo ufficialmente non ha ancora detto di sì alla candidatura, ma è arrivata la notizia che il premier Hazem el-Beblawi è pronto a fare un rimpasto di governo, nel quale potrebbe essere sostituito proprio il ministro della Difesa, ossia Sisi. E questa è la condizio sine qua non per candidarsi alle presidenziali. Nel frattempo, da dietro le sbarre Morsi ripete di non riconoscere la Corte e il governo e di essere lui il legittimo presidente dell'Egitto.

Il generale el Sisi

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