Beppe Grillo scatena il web contro Laura Boldrini

Il leader del Movimento 5 Stelle scatena la Rete contro la presidente della Camera

aggiornamento 20:57 - Lo staff del Movimento 5 Stelle ha preso le distanze dalle offese ai danni della presidente della Camera Laura Boldrini:

I messaggi sono stati scritti nella notte quando non era possibile operare alcun controllo: sono stati cancellati. Chi ha scritto le minacce può essere querelato tranquillamente. La rete è libera e deve rimanere libera ma ognuno si assume le proprie responsabilità.

I responsabili dei social media hanno inoltre aggiunto che "è una cosa priva di senso dire che le minacce sono nostre".

ore 20:08 - Beppe Grillo lancia la prima pietra e i suoi seguaci scatenano una sassaiola. La vittima questa volta è Laura Boldrini. Il linciaggio digitale viaggia sui social media e stavolta va a colpire la presidente della Camera Laura Boldrini: attaccata dal comico genovese sul suo blog che lancia l’hashtag #Boldriniacasa e posta un video, girato da un attivista, nel quale una sagoma con il viso della Boldrini cambia casacca passando da una maglietta dell’ex Unione Sovietica a una camicia nera. Lasciamo giudicare a voi la qualità del “prodotto” che per Grillo

Belìn, è fantastico

come ribadito anche su Facebook, dove si invita a guardare il video e a dire che cosa si farebbe se ci si trovasse in un’auto con la presidente della Camera.

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Dato il via dal leader, i suoi si scatenano: c’è chi inneggia allo stupro, chi dice di picchiarla e chi la invita a prostituirsi. Commenti di una tale violenza da scatenare una presa di distanza da parte di alcuni sostenitori del Movimento 5 Stelle. Il post ottiene più di 5600 mi piace, fra i commenti anche una foto della Boldrini con i baffetti alla Hitler.

È il linciaggio di chi dice di voler utilizzare la rete come strumento democratico e lo utilizza, invece, per l’attacco personale, suggerendo quotidianamente obiettivi per il linciaggio sui social network, come dimostra la rubrica il Giornalista del giorno che oggi se la prende con Corrado Augias.

Uno dei giochi di prestigio degli affabulatori è confondere le platee facendo credere loro che il mezzo sia il fine, che il mezzo sia (come in McLuhan) il messaggio: ecco, quello che Grillo vuole far credere che la Rete sia intrinsecamente la libertà. Ma la Rete è un mezzo: buono se lo si usa bene, cattivo se lo si usa male.

Grillo e i suoi stanno usando la Rete per conservare parte di quel consenso che si erano guadagnati nelle elezioni politiche dello scorso inverno, prima di dimostrare con i fatti tutta la loro inadeguatezza politica e soprattutto l’incapacità di distinguersi da quel sistema che hanno contestato sin dalla nascita del movimento. Grillo, come la maggior parte dei politici che contesta, assume posizioni per guadagnare consenso, non per cambiare le cose. La rabbia e il livore di questi giorni rischiano di far scappare gli elettori moderati del Movimento 5 Stelle verso le due estremità del bipolarismo. Renzi lo sa bene, i suoi conti se li è fatti. E alla fine il “tutti a casa” potrebbe arrivare per chi l’ha gridato per mesi.

Via | Beppe Grillo

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