Favia a Otto e Mezzo: "Io contro Grillo e Casaleggio? Ho esagerato, ma la sostanza c'è"

Giovanni Favia torna sul luogo del delitto, su La 7 (stavolta ad Otto e Mezzo), proprio lì dove, all'interno del programma di Corrado Formigli Piazzapulita, ha scatenato un "caso" sul Movimento 5 Stelle. Il fuorionda ha avuto un effetto esplosivo su tutti i media ed ha fatto uscire Favia dal relativo "anonimato emiliano" lanciandolo sulla ribalta nazionale. In quell'audio, abilmente registrato da un giornalista a telecamere spente, il consigliere regionale dell'Emilia Romagna denunciava la mancanza di democrazia interna e accusava Gianroberto Casaleggio e lo stesso Beppe Grillo di indirizzare il movimento con espulsioni e candidature strategiche che ne indeboliscono il collegamento con i cittadini e con la rete, grande serbatoio elettorale del "partito-non-partito" animato dall'ex comico ligure.

Favia non è tornato in televisione per ritrattare, ammette la sua ingenuità nell'aver sfogato tutti i suoi dubbi sulla direzione presa dal Movimento 5 stelle, ma conferma che "la sostanza del problema c'è".

L'unico punto sul quale tende a ridimensionare le sue parole "rubate" è quello dei "candidati infiltrati" da Casaleggio, ma la sua preoccupazione per le sorti del M5S alle soglie della prima sfida per le elezioni politiche c'è, ed è concreta.

Ho cominciato quando eravamo allo 0 virgola, ma credevo in un sogno. Oggi mi criticano quelli che sono arrivati 5 mesi fa, dopo il boom elettorale.

Sul Blog di Grillo Favia è stato dipinto come un arrivista, pronto a fare il grande salto nella politica tradizionale ed implicitamente colpevole di aver appositamente confezionato il fuorionda. Il consigliere regionale smentisce categoricamente sia la volontà di lasciare il M5S ("la poltrona ce l'ho già, se volessi potrei andare nel gruppo misto e vedrei passare il mio stipendio da 2700 euro a quasi 9000") sia quella di puntare al Parlamento ("se volete me lo scrivo in fronte, non mi candiderò, ormai sono fuori").

Il consigliere è convinto che non sarà cacciato da Grillo, ma ha abbandonato qualsiasi prospettiva e ambizione di scalarne le posizioni in vista del probabile approdo in Parlamento. Le sue preoccupazioni sulla democrazia interna sembrano sincere, il problema sta nei dubbi sulla "transizione" del M5S da organizzazione locale legata al territorio a lista per il parlamento nazionale.

Ora sfida più grossa: scardinare il sistema a Roma. Se la sbagliamo perdiamo tutta la credibilità. Grillo cita De André, anch'io cito De André: "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori". Io pagherò ma può essere utile. Non mi rivolgo a Grillo: lui conta 1 come me. Io mi rivolgo ai cittadini. Solo partecipando possiamo cambiare. Grillo intelligente, continuo a stimarlo. Ma deve ricordarsi che deve molto a tutti noi.

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