Thailandia: corteo chiede le dimissioni del premier

Dopo aver boicottato le elezioni generali, l'opposizione è di nuovo in strada e ha accerchiato il palazzo in cui Shinawatra è impegnata in una riunione.

Hanno boicottato le elezioni generali in Thailandia, ma non si fermano. I manifestanti anti-governativi oggi sono in corteo a Bangkok perché vogliono le dimissioni del premier Yingluck Shinawatra, che è praticamente sicura della rielezione proprio a causa del boicottaggio da parte delle opposizioni del voto.

Alcuni manifestanti hanno raggiunto Suthep Thaugsuban, leader del movimento d'opposizione, il People's Democratic Reform Committee, altri hanno circondato un edificio governativo nella parte settentrionale di Bangkok, dove Yingluck è impegnata in una riunione. Ieri, le proteste avevano bloccato le operazioni di voto in almeno un quinto delle circoscrizioni del Paese.

Negli ultimi mesi, tante sono state le proteste degli anti-governativi, che chiedono la testa del premier e le dimissioni dell'esecutivo. Il Partito Democratico, il principale partito d'opposizione, ha deciso di boicottare le ultime elezioni per protesta contro Thaksin Shinawatra (fratello maggiore dell'attuale premier), in esilio dal 2006 per corruzione, ma accusato di essere il vero burattinaio del Paese.

Suthep si dichiara comunque vittorioso dato che è riuscito a vanificare le elezioni. Tanto che vuole denunciare il primo ministro Yingluck per aver sperperato il denaro pubblico in elezioni che sapeva si sarebbero rivelate nulle. Inoltre, sono pronte altre azioni legali conto il partito del premier, accusata di corruzione per la contestata (e disastrosa) legge sul prezzo garantito del riso. Yingluck, dal canto suo, può vantare un'affluenza alle urne superiore a quella prevista e un'effettiva maggioranza nel paese.

Yingluck Shinawatra

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