Berlusconi, festa per il figliol prodigo Casini. Renzi, “vitello grasso”?

L’annuncio di Casini di abbandonare il sogno centrista del terzo polo per tornare da figliol prodigo nella casa del Cav., oltre a confermare la propensione di Pierferdy nell’esercizio delle giravolte politiche, apre la questione delle alleanze, nodo sottovalutato nel dibattito sull’Italicum.

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E’ Silvio Berlusconi, sempre pronto a sposarsi anche col … diavolo per raggiungere i propri obiettivi, a cogliere al volo il ritorno dell’ex odiato Casini, una mossa deflagrante per il costituendo terzo soggetto politico moderato-centrista di matrice democristiana, decisiva (se l’Italicum diventa legge) per la vittoria del centrodestra al primo turno delle elezioni politiche, con conseguente premio elettorale che ridarebbe i pieni poteri ai berlusconiani di vecchio e nuovo conio.

Pur facendo buon viso a cattiva sorte, la mossa di Casini è una doccia fredda per le velleità del Pd renziano a vocazione maggioritaria. Ha un bel dire Renzi: “ Per vincere le elezioni bisogna conquistare gli elettori, non i leader”, ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, in questo caso, c’è di mezzo il nodo sempre indigesto alla sinistra, quello delle alleanze.

Il monito di Vendola: “L’alleanza col Pd non è scontata, non faremo i portatori d’acqua” dimostra la fragilità politica della strategia renziana, con la possibilità che il Partito Democratico brilli di luce propria, ma, nel mezzo del deserto, isolato, portando a casa la metà dei parlamentari di oggi. Quel partito a vocazione maggioritaria ha già mostrato i suoi limiti nella prima edizione marcata Veltroni: riproporla addirittura in forma “spocchiosa” può riportare il Pd (e la sinistra?) nell’alveo naturale degli … sconfitti.

Con ricadute già nelle prossime elezioni europee (dove l’Italicum non c’entra niente) e soprattutto nelle elezioni amministrative di maggio, dove il Pd, senza alleanze con i mille cespugli delle liste civiche rischia davvero grosso.

E’ l’Italicum, fortissimamente voluto da Renzi con il patto del Nazareno col Cav., ad avere riportato Casini nel campo berlusconiano. La mossa di Casini, a parte il ri-cambio di casacca, nulla ha di nuovo sul piano politico con l’obiettivo di giungere anche in Italia al bipartitismo fondato sul partito popolare e sul partito socialista, ammesso che in Europa il Ppe accetti il fratello italiano ancora sotto l’egida di Berlusconi e ammesso anche che al congresso di Roma del Pes il Pd entri a pieno titolo nel socialismo europeo e senza fratture interne.

Il dato politico resta che Renzi, negando l’esistenza del centro, lo ha regalato alla destra, commettendo l’errore che il Pci tentò di non fare mai nella sua lunga e travagliata esistenza.

Scrive Mauro Del Bue sull’Avanti: “Una scelta, per altro, per nulla europea. In tutta Europa sono presenti e anche tutelate forze intermedie. Quelle che Renzi vuole regalare a Berlusconi”.

Intanto i sondaggi non promettono nulla di buono per il “rottamatore”, con Berlusconi che si frega le mani, con Grillo che accende micce e con i bersaniani, dalemiani ecc che prendono posto lungo il fiume. In attesa …

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