E adesso Rutelli vuole tornare col Pd

E' stato leader di un partito importante come la Margherita, è stato candidato premier, sindaco di Roma, ministro. Per poi trovarsi a capo di un micropartito inutile come l'Api. Coltivando sogni di gloria come 'pezzo grosso' di quel Terzo Polo che doveva rivoluzionare la politica post-berlusconiana, ma che sta finendo nel nulla. Francesco Rutelli adesso studia il ritorno in quel Pd che ha abbandonato tre anni fa, accusando i democratici di essere troppo di sinistra. Il dietrofront lo annuncia dalle pagine di Repubblica (qui l'articolo in pdf).

"Cercheremo di rappresentare il centro riformatore della coalizione di centrosinistra. Il punto è che non si ripeta l'esperienza dell'Unione, condizionata da massimalisti e populisti. All'ordine del giorno però c'è un'alleanza con il Pd imperniata sulla candidatura di Tabacci alle primarie e sulla prospettiva di un governo solido che porti avanti le riforme difficili del governo Monti".



Per il momento si parla solo di alleanza, quindi, ma avendo circa l'1% dei voti, è evidente che non potrà evitare di accettare le condizioni che Bersani gli porrà. Si profila quindi quantomeno una candidatura degli uomini di Rutelli in quota Pd, unico modo in cui un Api ormai svuotato di ogni significato possa coltivare qualche speranza di entrare in Parlamento. Insomma, dopo Fini che non sa più da che parte girarsi, le mosse di Casini che fa e disfa a suo piacimento mietono con Rutelli un'altra vittima. Appunto, Casini: con l'ex socio, il leader dell'Api fa polemica, anche se non vorrebbe.

"Non voglio fare polemica, perché credo che alla fine il centrosinistra debba allearsi con l'Udc. Certo, va ancora capito se c'è l'Udc, o se c'è un nuovo soggetto politico che per ora mi pare molto di là dal venire. E comunque, le alleanze vanno dichiarate prima, poi decide il popolo, se non c'è maggioranza, decide il Parlamento".

Nel politichese alla cicoria del “nu bello guaglione” (soprannome affibiatogli da Prodi) sembra un modo per tenere viva la speranza (sua) di un Monti-bis, in cui SuperMario potrebbe uscire dal cilindro nel caso le elezioni non indicassero una maggioranza chiara. Visto che nell'alleanza un ruolo fondamentale lo giocherà Vendola, ma non certo Rutelli, forse sarà meglio che l'ex capo della Margherita si confronti con le speranze altrui, prima di coltivare le sue.

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO