Sochi 2014: sit-in gay venerdì davanti all'Ambasciata russa di Roma

Marrazzo, portavoce del Gay Center, risponde al premier Letta: "Le discriminazioni russe non sono solo verso gli atleti gay, ma verso tutti gli omosessuali russi".

Continuano le polemiche per la decisione di Enrico Letta di partecipare all'inaugurazione dei Giochi Olimpici di Sochi 2014. Sono in particolare le associazioni e movimenti gay a essere indignati. Sull'Huffington Post c'è l'intervento di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, che si rivolge direttamente al presidente del Consiglio.

Letta, da Dubai, aveva spiegato il motivo per cui sarebbe stato a Sochi: "Riteniamo che questa presenza sia utile per sottolineare soprattutto la candidatura italiana di Roma alle olimpiadi del 2024, cui crediamo tantissimo. Bisogna essere a Sochi per cominciare a far marciare questa candidatura. Nella mia partecipazione, sia qui sia lì, ribadirò con assoluta nettezza la nostra contrarietà a qualsiasi normativa discriminatoria contro gli atleti gay".

"Caro presidente Letta, le discriminazioni russe non sono verso gli atleti, ma verso tutti i gay russi. Putin ha voluto leggi che mandano in galera chi faccia propaganda dell'omosessualità. Anche solo camminare mano nella mano rischia di essere un reato e nel Paese c'è la caccia aperta ai gay da parte di gruppi estremisti".

E ancora: "L'abbiamo esortata a disertare i Giochi. Ora ci sono anche senatori del Pd che le chiedono di ripensarci. Ma a quanto pare, lei pensa che basterà dire - come ha fatto d'ufficio tra le righe il ministro degli Esteri Emma Bonino andando mesi fa a Mosca - che bisogna rispettare i diritti umani per dare un segnale forte? Ci spiace caro Presidente Letta, a meno che Lei non vada a Sochi e annunci che presenterà in Italia una legge sul matrimonio gay, o che non lascerà alla palude del Parlamento la legge anti omofobia, che incontrerà il giovane gay russo che chiede asilo da noi, che subordinerà alcuni accordi economici con la Russia alla cancellazione delle leggi omofobe, temiamo che la Sua sarà una dichiarazione debole".

Infine: "Difficile che ci possa stupire con effetti speciali anche se la speranza è l'ultima a morire. Forse sarebbe già qualcosa se chiedesse a Pescante, autore di memorabili dichiarazioni anti Obama, di lasciare il seggio nel Cio. Ma nulla di tutto questo sembra accadere. Allora come ci stupirà? Per conto nostro, mentre Lei sarà a Sochi, venerdì 7 febbraio alle 15,30 manifesteremo a Roma davanti all'Ambasciata russa dove esporremo una grande bandiera arcobaleno. Chissà che qualcuno non si accorga che l'Italia esiste".

Enrico Letta

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