D'Alema pronto a riscendere in campo

Quando Massimo D'Alema varca l'ingresso della Fortezza da Basso - raccontano i presenti - l'accoglienza riservatagli è quella delle grandi occasioni: applausi, apprezzamenti e quant'altro. Chissà se il bagno di folla per Veltroni, sabato, sarà lo stesso. Il messaggio che il leader di Red porta alla convention democratica di Firenze è chiarissimo: "Diamoci una mossa. Se si votasse oggi Berlusconi rivincerebbe". La popolarità del Governo - conferma infatti il premier da Viterbo - è al 67% come riferiscono gli ultimi sondaggi.

Altro che "regime" o "pericolo fascista", D'Alema lo sa bene e lo ricorda ai presenti. Ecco perché prende subito le distanze anche da Di Pietro (che pure a Firenze era stato applauditissimo): "Non siamo il partito delle toghe". E, ancora: "L'alleanza con Di Pietro? Chiedetelo a Veltroni". Come dire: io con l'Idv non ho nulla in comune e questa scelta di presentarci insieme alle elezioni non l'ho mai condivisa. Il leader Maximo punta invece a un nuovo centrosinistra che guardi al centro ma anche alla sinistra radicale. L'obiettivo è "organizzare la rivincita".

E per farlo, evidentemente servono anche persone nuove: "Il prossimo leader dovrà avere 20 anni meno di me. E quando sostituiremo Walter dovremo trovare anche uno più giovane di lui". Per ora, intanto, è necessario, secondo l'ex ministro degli esteri, rafforzare il "governo" del Pd in quanto - denuncia - "si sente la mancanza di una guida" e le frizioni palesatesi in queste settimane (dalla Sardegna al Piemonte) ne solo l'ennesima dimostrazione. "La gente è delusa, scontenta", riferisce. Quindi la proposta: "Se il partito crede che io possa dare un contributo sono pronto". Direbbe Simona Ventura: Walter, "guardati le spalle".

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