Spagna: l'infanta Cristina dal giudice, deve rispondere di frode fiscale e riciclaggio

La vicenda riguarda l'istituto Noos, presieduto dalla secondogenita del re e che vede indagato anche il marito Urdangarin.

L'infanta Cristina è stata per la prima volta dal giudice di Palma di Majorca che indaga sulla presunta frode fiscale e sul riciclaggio di denaro. La Spagna trattiene il fiato perché potrebbe essere una giornata significativa anche per il futuro della corona iberica. All'esterno, intanto, manifestanti anti-monarchici chiedevano giustizia e denunciavano gli sperperi del re (la caccia in Botswana del 2012, per esempio).

La secondogenita dei sovrani spagnoli è sospettata di aver cooperato con il marito, l'ex campione di pallanuoto Inaki Urgandarin, che è indagato dal 2011 con l'accusa di appropriazione indebita di sei milioni di euro di denaro pubblico che avrebbero alimentato la fondazione Noos gestita della coppia stessa. All'arrivo in tribunale, Cristina è apparsa tranquilla e sorridente e ha salutato i tanti giornalisti presenti con un "Buon giorno. Va bene".

A interrogarla il giudice Josè Castro e il procuratore Pedro Horrach. Come detto, l'inchiesta vuole far luce sull'utilizzo dei fondi pubblici, che ufficialmente dovevano essere utilizzati per organizzare manifestazioni sportive per il governo della Comunità Autonoma delle Isole Baleari. E' la prima volta che un membro della Casa reale spagnola si reca davanti a un giudice come imputato.

Il giudice istruttore ha deciso che l'interrogatorio sarebbero stato registrato in audio, ma senza immagini. In un primo momento, l'infanta Cristina - che ha 48 anni - non era stata coinvolta nelle indagini. Il suo nome aveva cominciato a circolare alla fine del marzo scorso, dopo le rivelazioni fatte da Diego Torres, ex socio di Urdangarin e anche lui indagato. Alcune e-mail consegnate da Torres ai magistrati proverebbero che Urdangarin avrebbe spiegato alla moglie i dettagli del funzionamento dell’Istituto Noos, della cui direzione Cristina faceva parte e che sarebbe stato lo strumento con il quale Urdangarin e Torres avrebbero intascato contributi pubblici non dovuti grazie a fatture gonfiate.

L'infanta Cristina in tribunale

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