Beppe Grillo risponde ai pm: “Nove mesi passano presto”

Il leader del Movimento 5 Stelle replica con un video alla richiesta della Procura di Torino che venerdì ha chiesto una condanna a nove mesi per violazione dei sigilli

Beppe Grillo ha risposto sul suo blog, con un video intitolato Il sigillo inconsapevole, alla richiesta di condanna a nove mesi di reclusione proposta venerdì scorso dai pm della Procura di Torino, Antonio Rinaudo e Andrea Padalino. Il processo fa riferimento a quanto avvenuto durante una manifestazione NoTav del 5 dicembre 2010. L’accusa che riguarda il comico genovese è di avere violato i sigilli durante una manifestazione alla baita Clarea. Insieme a Grillo sono sotto processo altre venti persone.

Il leader pentastellato è nel suo ufficio e parla facendo tintinnare due manette. Il suo è un “appello di solidarietà alla Valsusa”, parla degli oltre 500 inquisiti e dice di essere sereno e calmo.

Poi racconta la sua versione dei fatti:

Oggi il pm ha chiesto nove mesi di reclusione perché io avrei rotto un sigillo… C’è proprio la notifica: rottura di sigillo già portato via dal vento. Era un sigillo che non c’era: era un sigillo inconsapevole. Perché ci sono anche i sigilli inconsapevoli. Sono andato in un baita dove stavano mangiando della polenta. Mi hanno detto: “Vieni a mangiare una polentina”. Sono andato.

Grillo ironizza e sfida la magistratura:

Sono tranquillo, perché nove mesi, insomma, passano presto.

Grillo ribadisce la solidarietà ad Alberto Perino e agli attivisti della Valsusa e chiede per loro un aiuto economico per coprire le spese di risarcimento di un danno ipotetico di 221mila euro. Finora ne sono stati raccolti solamente 100mila.

Sulla richiesta di risarcimento è intervenuto ieri anche lo scrittore Erri De Luca, con un testo pubblicato sul sito NoTav.info:

In Val di Susa siamo arrivati alla magistratura sperimentale. Esplora i confini dell’arbitrio: inventare il reato di terrorismo per il danneggiamento di un cantiere è il traguardo simile a chi va a svuotarsi l’intestino nelle ortiche. La penale della somma di 221 mila euro, con riscossione a tagliola di scadenza ravvicinata, è la prima estorsione contro un comitato di lotta. Ma si può esplorare quanto si vuole con la Val di Susa: lo sventramento sarà fermato, la Tav all’amianto non si farà.

Via | Youtube

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