Elezioni Tokyo, vince Masuzoe, il governatore pro nucleare

Sostenuto dal premier Shinzo Abe, il candidato conservatore si è aggiudicato le elezioni per il governatorato della capitale giapponese. Una severa sconfitta per il fronte anti-nuclearista nipponico

Niente da fare, neanche lo sciopero del sesso è riuscito a fermare l’irresistibile ascesa di Yoichi Masuzoe al governatorato di Tokyo. Il politico misogino venuto dalla televisione (vi ricorda qualcosa?) e sostenuto dall’attuale premier Shinzo Abe ha battuto Morihiro Hosokawa, il candidato sostenuto dall’ex premier nipponico Junichiro Koizumi che aveva impostato – così come Kenji Utsunomiya – tutta la propria campagna elettorale sul progetto di abbandono dell’energia nucleare.

Nella capitale giapponese, dunque, vince il fronte nuclearista, come se a tre anni dal disastro ambientale di Fukushima Daiichi, i giapponesi ne avessero già dimenticate le conseguenze. È questo il significato politico più evidente delle elezioni per il governatorato di Tokyo: gli elettori si sono schierati dalla parte del conservatorismo, politico ed energetico. L’affluenza alle urne è crollata dal 62,6 della precedente consultazione al 46,15%, anche a causa di una pesante nevicata che ha paralizzato la città nella vigilia delle elezioni.

A conti fatti Masuzoe ha preso meno della metà dei voti di meno della metà degli aventi diritto. Quanto paventato da Katsunobu Sakurai, sindaco di Misaminoma, una delle città più colpite dall’incidente di Fukushima, si è concretizzato. Il fronte anti-nuclearista ha disperso i voti su due candidati – Hosokawa e Utsonomiya – che hanno chiuso a ridosso del vincitore.

Hosokawa, 76 anni, ha pagato l’immagine di vecchio politico, poco adatto a sostenere le sfide che attendono Tokyo nei prossimi, non ultima la preparazione dei Giochi Olimpici del 2020.

Certo è che di Masuzoe, tutto si può dire tranne che sia giovane (ha 65 anni) e progressista (sua la famosa teoria secondo la quale il ciclo mestruale renderebbe le donne inadatte al governo). Il nuovo governatore della metropoli nipponica che conta attualmente 15 milioni di abitanti ha commentato la vittoria elettorale sostenendo che la sua missione sarà rendere “Tokyo la città numero uno al mondo” e che le Olimpiadi del 2020 saranno “le migliori della storia”, quelle in cui dimostrare che l’efficientismo e l’operosità nipponici appartengono al presente e non al glorioso passato del Sol Levante.

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