Renzi-Letta svolta politica o balletto fra farsa e baccanale?

Il ballo fra i due galletti Matteo Renzi ed Enrico Letta rischia di precipitare o in una farsa infinita o in tragico baccanale. Nel Partito Democratico cambiano le leadership ma restano inalterate le fibrillazioni, beghe interne di potere lontane mille miglia dai problemi reali degli italiani.

rubens 747px-Peter_Paul_Rubens_011

Commistione politica-affari, mafia e camorra, occupazione, lavoro, fisco, welfare, giovani, famiglie, imprese, pensioni, giustizia restano pagine vuote nell’agenda di un governo che non sa fare altro (o non può fare altro) che rinviare e restano belle promesse del Pd, dove l’aspettativa del nuovo segretario di turno spinto dalle “miracolose” primarie durano da Natale a Santo Stefano, o giù di lì.

E non c’è solo il Pd che brancola nel buio. La politica italiana, in questa fase, è in stato embrionale. Ostaggio dei nuovi (giovani) segretari dei partiti, suscita molte speranze nei fan ma insicurezze e delusione nella gente comune. Dalla ribalta giungono molti messaggi e buone intuizioni e tante parole, forse troppe, col rischio di cadere nel vuoto.

Che dire di Silvio Berlusconi il Giano bifronte e di Beppe Grillo con la sua impressionante china al limite dell’eversione, entrambi protesi nella logica del tanto peggio tanto meglio come si vedrà presto nella imminente campagna elettorale per le elezioni di maggio, con il referendum svizzero di ieri sugli immigrati che pende come una spada?

Ma è proprio dal Pd delle speranze attese e tradite che giungono le maggiori incertezze e i tatticismi incomprensibili. Il premier crede di poter rimanere a Palazzo Chigi fino al 2015. Che sulla nuova legge elettorale Renzi sarà costretto a chiedere aiuto a lui ed Alfano, perché Berlusconi farà sempre il gioco delle tre carte, inaffidabile e dedito ai suoi esclusivi interessi.

Renzi teme che le aperture di credito della minoranza Pd, Ncd e Forza Italia per spingerlo a diventare premier o a fare la staffetta con Letta siano solo un trabocchetto per fregarlo.

Si chiede Marco Iasevoli su Avvenire: “E poi quale governo dovrebbe portare il suo nome? Mettersi a braccetto con Berlusconi attraverso una manovra di Palazzo invisa alla base democrat? Riaggregare la stessa maggioranza (più qualche transfuga M5S) che sostiene Letta? E come convincere Napolitano, Draghi, l’Ue?”.

Il 20 febbraio, nuova attesissima Direzione del Pd: meeting risolutivo o ennesimo compromesso sul nulla? Scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “Questa rivalità fra Renzi e Letta che non arriva mai a ricomporsi oppure a esplodere in modo definitivo comincia a essere irritante. Di tutto ha bisogno l'Italia in questi anni drammatici tranne che di un ennesimo duello fra primedonne, ricco di frasi a effetto e di battute corrosive ma privo di contenuti e soprattutto di sbocchi. Il rinvio di due settimane delle decisioni sul destino del governo ha tutta l'aria di un prendere tempo perché non si hanno le idee chiare su cosa fare. E questo riguarda più il segretario del Pd che il premier, dal momento che quest'ultimo è chiuso nella corazza dell'ordinaria amministrazione mentre è al primo, al giovane leader dinamico, che tocca uscire allo scoperto. Il tutto avviene all'interno dello stesso Partito Democratico che ambisce alla maggioranza assoluta con la nuova legge elettorale. Ambizione legittima, ma sarebbe meglio mettere prima in ordine in casa propria. E dare qualche certezza agli italiani”.

Finalmente Letta pare voler riprendere in mano il filo della matassa e oggi salirà al Colle. Dice il premier: "Lunedì, dopo avere consultato il Capo dello Stato, prenderò una iniziativa per sbloccare la situazione". Sarà così?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO