Matteucci (Pd) scrive a Renzi: "Ingressi limitati agli immigrati"

Il sindaco di Ravenna sulla falsariga del referendum svizzero: "Il clima che c'è in giro gonfierà le vele della destra razzista."

Nemmeno il tempo di archiviare i risultati della consultazione referendaria in svizzera, che tra le altre cose ha avuto come esito una profonda revisione delle politiche di accoglienza della Confederazione elvetica, che il tema rischia di entrare pretestuosamente nel dibattito politico nazionale.

A lanciare il primo sasso nello stagno è il sindaco ravennate del PD Fabrizio Matteucci che in una lettera aperta al segretario democratico mette in guardia Matteo Renzi sul futuro delle politiche migratorie e sulla necessità di rivedere la posizione del PD in questo senso, di modo da non dover affrontare in un prossimo futuro una vera e propria deriva destrorsa dell'elettorato democratico.

"Ci vuole una proposta Pd sulla sostenibilità dell'immigrazione, un limite al numero degli ingressi nel nostro Paese [...] Non si scappa da questo tema. O lo affrontiamo noi o il clima che c'è in giro gonfierà le vele della destra razzista. Perderanno i valori in cui crediamo, perderà l'Italia, perderanno i milioni di immigrati che vivono in Italia. Ci sarà fuoco amico, così non possiamo andare avanti."

scrive Matteucci a Renzi; una posizione, questa, mai emersa nel Partito Democratico ma che certamente si colloca sia sull'onda del successo del M5s, che ha fatto del parlare alla pancia dell'elettorato indipendentemente dal tema un suo cavallo di battaglia, sia sulla crescita delle "nuove destre", in Europa come in Italia: un rischio ma non per la società civile quanto per il Partito Democratico, che si trova nella condizione di cambiare posizione o morire, per colpa degli immigrati.

Matteucci, che alle scorse primarie annunciò di voler votare per il candidato fiorentino, apre ora un fronte (chissà quanto esteso, ma certamente interessante) che potrebbe risultare piuttosto indigesto al segretario Renzi, ma che contemporaneamente pone anche l'annosa questione della "democrazia" e della "rappresentanza" all'interno del PD, che deve ancora capire se vuole parlare a (una parte del) Paese o rappresentarne una parte: una differenza di non poco conto, specie con le elezioni europee 2014 alle porte, primo banco di prova per la nuova dirigenza targata Firenze.

La proposta di Matteucci, mettere l'Italia sulla scia elvetica, è tuttavia semi-irricevibile, almeno in termini formali: la posizione elvetica, seppur svincolata da molti accordi europei e transnazionali sulla libera circolazione delle persone, sarà ora materia faticosa da comprendere e digerire per l'esecutivo di Berna, che dovrà ridiscutere numerose posizioni in campo internazionale. Tuttavia, i vincoli che legano l'Italia al consesso internazionale (europeo ed extraeuropeo), rendono impossibile, nella sostanza, una riforma tanto radicale del sistema migratorio italiano.

La lettera di Fabrizio Matteucci a Matteo Renzi

Caro Matteo,

sai meglio di me che sotto la pelle della vecchia Europa e dell'anzianissima Italia cova un pericolo incendiario. Io lo sento crescere sotto la pelle della mia città. Nei tempi di crisi, e che crisi stiamo vivendo!, le persone e le comunità cercano soluzioni. Quando le soluzioni tardano ad arrivare, si scatena la caccia ai capri espiatori. Una immigrazione tumultuosa e il fallimento delle ricette politiche in materia degli ultimi 20 anni si prestano alla perfezione. La destra e la Lega, che hanno a lungo dominato questo ventennio, se la sono cavata facendo la faccia feroce e non combinando un emerito nulla. Il Partito democratico non deve avere paura di discutere e decidere su nuove regole che fissino un tetto al numero degli ingressi nel nostro paese. Cosi non si può andare avanti. Le nostre città stanno diventando una polveriera. La crisi ha aggravato il problema di sostenibilità sociale di questo fenomeno che, nel tempo della globalizzazione, è naturale, inevitabile, ma che va governato. Oggi in Italia non lo è. E' colpevole una sinistra che per pavidità, timore di discutere, anche di scontrarsi, lascia le paure di un popolo alla mercé delle forze razziste. E' quello che sta per succedere. A mio giudizio il Pd deve aprire una rapida discussione su questo tema e assumere rapide decisioni, buone per il governo dell'Italia e anche per le imminenti e importanti elezioni europee. Se vogliamo difendere i valori in cui crediamo, sull'immigrazione questo è il tempo delle scelte coraggiose e innovative. Numero programmato: non si scappa da questo tema. O lo affrontiamo noi o il clima che c'è in giro gonfierà le vele della destra razzista. Perderanno i valori in cui crediamo. Perderà l'Italia. Perderanno i milioni di immigrati che vivono in Italia".

So che è difficile. So che ci arriverà qualche sassata da sinistra. So che ci sarà fuoco amico, che però è di gran lunga preferibile all'incendio sociale che cova sotto la pelle delle nostre città. A Ravenna è cosi. A Ravenna , durante l'ultima campagna elettorale per le comunali, la destra mi etichettava come il sindaco della Moschea perché ne ho autorizzato la costruzione. La destra mi etichetta come il sindaco degli immigrati: sono favorevole allo ius soli, al dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza, al diritto si voto, e un anno fa abbiamo eletto i due consiglieri comunali aggiunti votati dai 15000 immigrati che vivono a Ravenna. Come vedi, alzo lo scudo contro le sicure sassate amiche che arriveranno... Non dobbiamo avere paura: il tema del limite del numero degli ingressi va affrontato. Abbiamo bisogno di un dibattito vero, anche duro se necessario, ne abbiamo bisogno adesso. Sarebbe colpa grave lasciare a se stessa o in mano a degli avventurieri l'onda svizzera, che presto diventerà anche onda italiana ed europea. Io provo a lanciare il sasso nello stagno e non nascondo la mano. Spero ci saranno discussioni aperte e sincere, non ideologiche o peggio salottiere, accompagnate da decisioni importanti e rapide. Grazie per l'attenzione.

Buon lavoro.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO