Libia: la Francia non muove le sue pedine contro il terrorismo

Fabius, da Ginevra, è pronto invece a proporre al Consiglio di sicurezza dell'Onu una risoluzione per la situazione dei civili in Siria.

La Francia non ha intenzione di inviare i propri militari per combattere il terrorismo in Libia. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Parigi, Laurent Fabius, rispondendo alla richiesta di intervento formulata dalla Nigeria. "Un intervento militare contro il terrorismo, nel sud della Libia, non è all'ordine del giorno".

Parlando a radio Rtl, Fabius ha aggiunto: "A marzo è previsto un incontro delle potenze internazionali a Roma per discutere della questione Libia. Tuttavia, ora non è il momento di intervenire". Nel sud della Libia regna ormai il caos a causa dei gruppi jihadisti, di contrabbandieri di droga, uomini, armi e truppe ancora fedeli all'ex colonnello Gheffadi. Il governo di Tripoli non ha il controllo dell'area.

Da qui la richiesta pressante, da parte dei paesi sub-sahariani, per un intervento militare da parte delle potenze occidentali. "Sappiamo della presenza di terroristi nel meridione del Paese libico. A marzo cercheremo di aiutare ulteriormente il governo, ma adesso no" ha detto ancora il ministro francese in radio. Da Ginevra, Fabius ha fatto sapere che è invece pronta un'iniziativa per la Siria.

In collaborazione con altri Paesi, la Francia proporrà una risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: l'apertura di un corridoio umanitario per i civili bloccati nelle città assediate. "E' scandaloso il fatto che per molti giorni si sia discusso senza giungere a nessuna conclusione, mentre nel frattempo le persone in Siria morivano di fame".

Laurent Fabius

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