Angelino Alfano: "No al governicchio, ora tocca a Renzi"

Il vicepremier a laRepubblica si avvicina a Letta e incalza Matteo Renzi: "Tocca a lui fare delle scelte"

E' un Angelino Alfano che appare ansioso di ritagliarsi il posto che gli spetta quello che traspare dall'intervista pubblicata sul quotidiano laRepubblica questa mattina, firmata dal giornalista Francesco Bei: il ministro dell'Interno, e vicepremier, espone una situazione che definisce "non più tollerabile", trovandosi proprio nel mezzo di trattative che escludono la sua formazione politica dal dibattito pubblico.

La sopravvivenza del governo è centrale, per Alfano, ma non subordinata al Partito Democratico o, peggio, a Forza Italia; Alfano tuttavia lancia la palla a Renzi, cui secondo il vicepremier toccano le prossime mosse:

"Renzi dice in pubblico ciò che afferma in privato. Sulle sue spalle grava in queste ore una grande responsabilità: è lui il segretario del Pd e questo è un governo a guida democratica. Quindi è evidente che tocca a Renzi fare delle scelte ed è inevitabile che le sorti del governo si giochino nel rapporto tra lui e Letta."

rivela a Repubblica Alfano, che rammenta all'opinione pubblica (ma in verità ad Enrico Letta, azionista di maggioranza di un governo a traino democratico) l'apporto che Ndc ha garantito all'esecutivo, in particolare nei voti di fiducia; Alfano auspica una vera e propria "ripartenza" del governo, necessaria e per la quale un semplice rimpasto di governo potrebbe non bastare.

"Questo è un governo nato in un momento di piena crisi del Pd, con le dimissioni di Bersani. Poi ha avuto il suo avvio con la nuova segreteria di Epifani e ora si trova con Renzi come interlocutore del principale partito di maggioranza. È chiaro che se non c'è un forte aggiornamento del programma e della squadra questo esecutivo, benché abbia alle spalle un tratto breve di strada, diventa una foto ingiallita."

spiega Alfano. Sull'Italicum, oggetto legislativo che più distanzia Ncd e Pd (e che più avvicina quest'ultimo al lupus Forza Italia), la posizione del vicepremier non è di chiusura ma di apertura con riserva: l'emendamento per introdurre le preferenze all'impianto legislativo è stato infatti ripresentato.

ITALY-POLITICS-ALFANO

La necessità di Nuovo CentroDestra di organizzare per la prima volta la macchina elettorale richiede necessariamente un tempo che, è il timore di Alfano, si fa sempre più sottile: la mano tesa da Berlusconi a Renzi accorcia ulteriormente le distanze, comprimendo la formazione politica degli "alfaniani" in uno spazio politico strettissimo, all'interno del quale l'ex delfino di Berlusconi rischia di rimanere soffocato, con tutta la compagine di fedelissimi.

I malpancisti all'interno di Ncd rendono inoltre urgente ad Alfano la necessità di instaurare rapporti politici che possano consolidare (o creare) la rappresentanza di alfaniani nel governo e, più in generale, nel panorama politico italiano.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO