Forza Italia all'attacco, complotto del Colle? Renzi da Napolitano

I giornali dettano il dibattito politico di oggi: Il Giornale ed il Corriere della Sera rilanciano il complottone di Napolitano e Monti a danno del Cav

Aggiornamento 20:50 - E' in corso in questi minuti un incontro tra Matteo Renzi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Giorgio Napolitano

Aggiornamento 20:40 -Le dichiarazioni sul presunto "complotto" di Napolitano si sono susseguite nell'arco di tutto il pomeriggio come una vera e propria reazione a catena: anche Beppe Grillo ha approfittato del fianco scoperto per pubblicare un post dai toni più berlusconiani che pentastellati.

La Presidente della Camera Laura Boldrini ha così commentato le polemiche di queste ore:

"Preoccupa il nuovo attacco di queste ore contro il capo dello Stato e il fondamentale ruolo di garanzia che da anni continua a svolgere. [...] A Napolitano voglio rinnovare pubblicamente la più sentita solidarietà,che ho guà avuto modo di esprimere nell'incontro di oggi pomeriggio al Quirinale"

Aggiornamento 18:15 -E' intervenuto persino il diretto interessato, rompendo il protocollo e mostrandosi piuttosto stizzito: Giorgio Napolitano ha inviato una lettera alla redazione del Corriere della Sera, che questa mattina aveva pubblicato un articolo di Alan Friedman contenente la "vera storia" della nascita del governo Monti.

lettera-napolitano

Napolitano, garbatamente nei primi paragrafi, respinge con forza al mittente le ricostruzioni che connotano una sorta di complotto, in maniera decisamente poco ben definita e, per un lettore attento, proprio per questo da tenere a debita distanza.

"Ma i veri fatti, i soli della storia reale del paese nel 2011, sono noti e incontrovertibili. Ed essi si riassumono in un sempre più evidente logoramento della maggioranza di governo uscita vincente dalle elezioni del 2008. [...] Mi scuso per aver assorbito spazio prezioso sul giornale da lei diretto per richiamare quel che tutti dovrebbero ricordare circa i fatti reali che costituiscono la sostanza della sotria di un anno tormentato, mentre le confidenze personali e l’interpretazione che si pretende di darne in termini di «complotto» sono fumo, soltanto fumo."

scrive Napolitano, decisamente poco incline al suo ruolo in questa lettera ma che certamente cerca in ogni modo di soffiare sulle fiamme che divampano oramai da settimane, e che rischiano di bruciare il Colle.

Aggiornamento 15:48 - Anche M5s entra nella polemica su Napolitano, vuoi per legittimare il procedimento di impeachment, vuoi per rimpinguare il dibattito politico:

"Tra ieri e oggi due rivelazioni a mezzo stampa sottolineano le ingerenze di Napolitano negli equilibri di Governo (il tentativo di insediare Monti a Palazzo Chigi gia a metà 2011) e nelle fasi processuali della trattativa Stato-mafia (la richiesta di un provvedimento disciplinare nei confronti di Nino Di Matteo).
Abbiamo presentato l'impeachment due settimane fa perché secondo noi Napolitano è andato oltre il suo ruolo e le sue funzioni da un bel pezzo.
Abbiamo chiesto di aprire le indagini su 6 punti che per noi rappresentano un "attentato alla Costituzione". Alla luce di questi nuovi fatti, il "Comitato per la messa in Stato d'accusa" (insediatosi per esaminare la nostra accusa) deve lavorare con calma e chiarire tutte le questioni da noi sollevate (e anche i supplementi di istruttoria). I fatti sono gravissmi, ma il Comitato ha una fretta maledetta di insabbiare tutto entro domani. È inaccettabile.
Dalle notizie appese oggi può dipendere il futuro del Governo e di questa Legislatura (se accertate).
Il Comitato avvii le indagini e lavori senza pregiudizi. Anche Napolitano se fa errori deve essere giudicato. Oppure no?"

ha scritto il vicepresidente della Camera del M5s, Luigi di Maio.

Le reazioni all'intervista ad Alan Friedman del Corriere della Sera erano attese con il cronografo in mano, ma in verità già chi ha avuto la fortuna di ricevere i pacchi con i giornali del giorno, in anticipo rispetto alle edicole, aveva potuto farsi un'idea sulla giornata politica che ci sarebbe stata oggi.

A confermare il tutto è stato lo stesso Mario Monti al Tg1:

"Nell'estate del 2011 ho avuto dal presidente della Repubblica dei segnali: mi aveva fatto capire che che in caso di necessità dovevo essere disponibile. Ma è assurdo che che venga considerato anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri di capire se ci sia un'alternativa se si dovesse porre un problema."

La ricostruzione dei fatti che condussero Giorgio Napolitano a nominare Mario Monti primo ministro, pubblicata in un libro di Alan Friedman rilanciato dalla prima pagina del Corriere della Sera, getta una nuova luce sui fatti di quei giorni.

Lo scrive chiaramente il nostro Guido Del Duca su Polisblog:

"La repentinità di quel cambio – ufficialmente motivato con lo spread ai massimi livelli e la necessità di un governo di unità nazionale che facesse riforme necessarie e difficili – potrebbe essere spiegata dal fatto che la sostituzione era nelle idee del Quirinale già quattro o cinque mesi prima."

Italy's new Prime Minister Mario Monti (

Insomma, il governo Monti potrebbe essere stato il frutto proibito di un complottone ordito dalle alte sfere dello Stato e dell'Unione Europea. Un complottone che, di fatto, avrebbe come danneggiato anche Silvio Berlusconi, che all'epoca era primo ministro e che "per senso di responsabilità e dello Stato" si dimise.

La reazione forzista, attesa ma anticipata (come se lo si fosse saputo) dalla prima pagina de Il Giornale di oggi ("Tutti i complotti di Napolitano", articolo a firma di Laura Cesaretti), è stata consegnata alle pagine on-line del Mattinale, il puntuale pout-pourrì di notizie che il capogruppo Brunetta fa recapitare ai deputati e ai senatori forzisti.

"Apprendiamo con sgomento che il Capo dello Stato, già nel giugno del 2011, si attivò per far cadere il governo Berlusconi e sostituirlo con Mario Monti. Lo conferma lo stesso Monti. Le testimonianze
fornite da Alan Friedman non lasciano margine a interpretazioni diverse o minimaliste.
Tutto questo non può non destare in noi e in ogni sincero democratico forti dubbi sul modo di intendere l’altissima funzione di Presidente della Repubblica da parte di Giorgio Napolitano.
Ci domandiamo se sia rispettoso della Costituzione e del voto degli italiani preordinare un governo che stravolgeva il responso delle urne, quando la bufera dello spread doveva ancora abbattersi sul nostro Paese. Chiediamo al Capo dello Stato di condurre innanzitutto verso i propri
comportamenti un’operazione verità. Non nascondiamo amarezza e sconcerto, mentre attendiamo urgenti chiarimenti e convincenti spiegazioni."

parole firmate dallo stesso Brunetta e dal capogruppo al Senato Paolo Romani. Parole ben più dure nell'editoriale di oggi dello stesso Mattinale, che coniuga nella tesi proposta ai lettori proprio l'unione tra la prima pagina del Corriere e del Giornale.

Ma è tutto lo stato maggiore di Forza Italia ad insorgere, leggendo le parole di Friedman: da Gasparri a Gelmini, sono in molti a chiedere chiarimenti al Capo dello Stato, mentre Il Giornale ci va giù parecchio duramente con il nuovo, inquietante, scenario prospettato dal libro del giornalista.



Benedetto Della Vedova, tra i fuoriusciti dal Pdl (divenuto senatore con Scelta Civica) ha invece fortemente ridimensionato la polemica sul complotto anti-Cav:

"Numerosi esponenti di Forza Italia reagiscono scandalizzati alle 'rivelazioni' del Corriere della Sera. Ma per quanto forte suoni la grancassa della propaganda, questa non può cancellare la realtà dei fatti."

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