Elezioni Europee 2014 | Civati: Le idee di Tsipras per cambiare il Pd

giuseppe civati
Elezioni Europee 2014. Pippo Civati ha capito che la lista italiana, in appoggio ad Alexis Tsipras, rischia di togliere un bel po' di consensi al suo Pd.

Così, dopo il discorso del leader di Syriza, in un Teatro Valle di Roma gremito, il giovane democratico ha deciso di dire la sua.

Sì alle idee di Tsipras no alle divisioni


Sul suo blog, Civati ci ha tenuto a rimarcare che le idee del politico ellenico sono in gran parte condivisibili e sarebbero sposate anche da Romano Prodi. Dunque, se è vero che "le scelte tedesche sono distruttive per la Ue", il Pd non dovrebbe lasciarlo dire a Gue (Sinistra Unita). Anzi, dovrebbe far proprie le istanze di cambiamento, non più procrastinabili, in materia europea.

Dunque, non c'è dubbio che il Pd "deve cambiare linea". Tuttavia, Civati raccomanda, ai suoi lettori, di non farsi "abbindolare" dai seguaci italiani di Tsipras: "al seguito del carismatico leader greco ci sarebbero tutti i soggetti protagonisti, negli ultimi vent’anni, del frazionismo a sinistra". Ovviamente sta parlando di Sel e Rifondazione Comunista.

La risposta di Barbara Spinelli


Barbara Spinelli

, promotrice della Lista Tsipras (insieme a Flores, Camilleri, Gallino, Viale e Revelli) si è sentita chiamata in causa e ha deciso di scrivere a Civati. Dalla risposta, pubblicata sempre sul blog del democratico, Spinelli respinge le accuse di "frazionismo": "La lista è appoggiata naturalmente dalla sinistra radicale, un po' troppo presto e troppo riduttivamente etichettata come soggetto «frazionista», ma le adesioni di cittadini e movimenti di base e protagonisti politici vanno ben oltre questo recinto".

Inoltre, Spinelli ricorda a Civati che un'apertura del Pd, alle idee di Tsipras, appare inverosimile. I socialisti, che appoggeranno Martin Sculz, come presidente della Commissione, non sembrano in grado di accogliere il cambiamento. Il Pse, infatti, rimane sordo davanti ad innovative terapie anti-crisi, eurobond e Piani Marshall per l'Unione.

Infine, la giornalista di Repubblica lancia una provocazione a Civati: "Mi sarebbe piaciuto molto chiederle l'adesione alla nostra lista, ma immaginavo una scelta simile impossibile per lei o forse non è impossibile?"

Civati rimane nel Pd


Civati, a sua volta, ha risposto alla giornalista e ha declinato, come prevedibile, l'invito all'adesione. Il politico democratico ha rilanciato ancora una volta il tema dell'unità, rimproverando una certa ambiguità soprattutto a Sel. Ma al di là di Sel, la lista italiana che appoggerà Tsipras, presenterà "candidature non riciclate" ed espressione dei movimenti impegnati sul territorio. Questo aspetto, insieme ai temi di carattere sociale, sono quelli che Civati sembra apprezzare di più.

Più complesso, però, sul piano pratico, è quello che vorrebbe tentare di fare. Se da un lato descrive come "improbabile" l'idea che una forza guidata da Tsipras possa "mutare l’europeismo del Pse, e specularmente mitigare l’antieuropeismo del Gue", dall'altro vorrebbe che a farlo fosse lo stesso Pd.

Renzi e Civati: a ciascuno il suo Pse


Infine, ci limitiamo a notare due aspetti. Il primo è che Matteo Renzi ha detto recentemente: "Entriamo nel Pse per cambiarlo". Ora sembra della stessa opinione anche Civati. Peccato che ognuno voglia cambiarlo a modo suo.

La verità è che i socialisti possono mettere in campo, per le elezioni, tutte le operazioni di restyling che ritengono opportune. Ma dovrebero, prima di tutto, prendersi la responsabilità di una lunga acquiescenza nei confronti delle politiche di asuterity. Solo così potranno fare una decisa inversione di rotta, come richiesta da Civati.

Il secondo aspetto da rilevare è che Syriza era un partito da percentuali scarse fino a qualche tempo fa, mentre ora è principale forza di opposizione e prima forza nei sondaggi.
Ovviamente è improbabile che accada qualcosa del genere in Italia, tuttavia è sempre opportuno non essere corrivi.

Se la sinistra otterrà un buon risultato alle europee, grazie alle idee di Tsipras, allora sarà inutile lanciare accuse di frazionismo. Meglio prendere in considerazione che si è in disaccordo radicale con il proprio partito.

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