Renzi-Letta, ultimo gong. E il partito del voto anticipato vola al 70%!

Nessuno pare ricordarsi del patto “storico” del Nazareno fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, tanto meno nessuno sa che fine farà l’Italicum, il post Porcellum, annunciata come prima pietra della annunciata stagione riformista.

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Sulla nuova legge elettorale niente è dato per scontato: vuoi per il possibile agguato parlamentare con il voto segreto; vuoi per l’asse trasversale nei partiti e nella società civile contrario all’Italicum inteso come legge truffa; vuoi per i continui chiari di luna della politica nostrana, con il governo a bagnomaria, specie per il braccio di ferro fra il leader del PD e il premier.

Se poi si aggiungono frecce avvelenate come quelle di queste ore contro Giorgio Napolitano – vere e proprie strumentalizzazioni politiche da parte di Forza Italia e del M5S – si comprende meglio perché l’Italia non fa un passo avanti fuori dalla palude della crisi e perché cresce a dismisura nel Paese la sfiducia e il fossato fra cittadini politica e istituzioni. Dov’è il governo? Dov’è il Partito Democratico del nuovo corso renziano sempre in bilico fra “un passo avanti due passi indietro”? ? Che fanno gli altri partiti se non prepararsi alle elezioni?

Già, le elezioni! Quali? Non solo quelle in calendario a maggio, per le europee e per le amministrative. Stiamo parlando delle elezioni politiche anticipate, apparentemente sempre rifiutate ma in realtà sempre all’ordine del giorno fra tutte le forze politiche, grimaldello usato come arma di ricatto fra i partiti ma anche all’interno degli stessi. Il partito più forte oggi in Italia è quello – trasversale - del voto anticipato, dato da recenti sondaggi al 70%!

Dice su Radio 24 Daniele Biacchessi: “ I sondaggi di questi giorni dicono con la massima presicione che, con o senza una nuova legge elettorale, dalle urne uscirebbe un Paese diviso sostanzialmente in tre grandi forze: il Partito democratico di Matteo Renzi in crescita, il Movimento 5 stelle stabile e Forza Italia in flessione. Il 75% degli elettori deciderebbe così e nessuno dei partiti e movimenti più forti otterrebbe una maggioranza piena. Ciò nonostante, in molti guardano ormai alle elezioni anticipate. Chi vuole tornare alle urne come la Lega per riconciliare il suo elettorato dimezzato con la nuova leadership di Matteo Salvini. Sel di Nichy Vendola intende ridisegnare a sinistra il rapporto con il Partito democratico. La minoranza del Pd pensa di trasformare il voto in un referendum pro o contro Matteo Renzi. Lo stesso Matteo Renzi non vorrebbe replicare con Enrico Letta la mossa di Massimo D'Alema del 1998, quando l'ex leader del Pds prese il posto di Romano Prodi alla guida del Paese senza aver avuto un consenso elettorale, una mossa che oggi Prodi liquida come un suicidio politico. Il Movimento 5 stelle è ovviamente interessato a sfruttare l'eventuale tracollo dell'accordo Renzi- Berlusconi a proprio vantaggio elettorale, e tenta il colpo di diventare la prima forza politica in Italia. 
Le probabilità sono dunque alte e un voto anticipato sancirebbe certamente la sconfitta di un progetto politico e la affermazione di nuova leadership”.

Ecco perché Enrico Letta boccheggia cercando di non sprecare energie e guadagnare tempo, perché Matteo Renzi prende sempre più spesso la via irta del Colle, perché Berlusconi da una parte e Grillo dall’altra vogliono lo scalpo di Napolitano, l’unico ancora in grado di non mandare tutto a carte quarantotto. Il nodo vero sta nel Partito Democratico, nella nuova rivalità fra Renzi e Letta che dal centro alla periferia divide le tifoserie l’una contro l’altra armate per una resa dei conti che mette in campo vecchie e nuove fazioni.

“Questa rivalità – scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore - che non arriva mai a ricomporsi oppure a esplodere in modo definitivo comincia a essere irritante. Di tutto ha bisogno l'Italia in questi anni drammatici tranne che di un ennesimo duello fra primedonne, ricco di frasi a effetto e di battute corrosive ma privo di contenuti e soprattutto di sbocchi”. Già.

Primedonne o svampite subrette da avanspettacolo in un teatrino sgangherato di nani e ballerine?

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