Elezioni Europee 2014: il Pd entra nel Partito Socialista Europeo

La direzione nazionale del Pd ha approvato l'ingresso della sinistra italiana nel Pse

Direzione del Pd di lunedì 20 gennaio 2014

Aggiornamento 18.55 - Il Partito Democratico aderisce al Partito Socialista Europeo. Con un voto quasi unanime (un solo contrario) da oggi il Pd entra nella grande famiglia socialista europea.

Intervenendo per ultimo in direzione, il segretario Matteo Renzi si è complimentato per il lavoro svolto in merito alla discussione sull'entrata del Pd nel Partito Socialista Europeo.

Renzi ha ricordato che domani il governo approverà il decreto sugli enti locali: rivolgendosi al sindaco di Roma Ignazio Marino (nel testo di domani si tratterà anche un provvedimento per le finanze romane) il premier ha chiesto, comprendendo le preoccupazioni, l'uso di un linguaggio più consono a non allarmare l'opinione pubblica.

27 febbraio Il Pd entrerà nel Pse. A dare la notizia è stato il neoministro degli Esteri Federica Mogherini, che con il suo intervento ha aperto la direzione Pd di oggi pomeriggio.

"Sono sicuro che la richiesta del Pd di entrare a pieno titolo nel Pse sarà accolta all'unanimità il 28 febbraio. Senza il Pd la nostra famiglia era incompleta, domani finalmente si completerà."

ad affermarlo, dal Congresso dei socialisti europei a Roma, è stato il presidente del Pse, Serghei Stanishev. Tuttavia questa è l'ennesima spaccatura tra vecchio e nuovo Partito Democratico: Beppe Fioroni si è detto contrario, Piero Fassino anche ha espresso numerose criticità all'adesione al Pse. Nel frattempo il premier Matteo Renzi ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz e, il 28 febbraio prossimo, ha in agenda un colloquio con il vicecancelliere tedesco e ministro dell'Economia, Sigmar Gabriel, in vista del congresso Pse a Roma.

(in aggiornamento)

20 febbraio. Il Pd ha chiesto di aderire al Pse come "full member". La lettera firmata dal segretario Matteo Renzi, è stata presentata ufficialmente oggi all’Ufficio di Presidenza del Pse a Bruxelles. È allo studio anche il cambio di nome in Partito dei socialisti e democratici europei. Ma potrebbe anche esserci solo un cambio di logo: il nome rimarrebbe in questo caso lo stesso, ma la scritta "socialists & democrats" apparirebbe sotto il simbolo.

Elezioni Europee 2014: il Pd entra nel Pse?

Elezioni Europee 2014. Il Pd entrerà nel Partito Socialista Europe? La questione si trascina da troppo tempo e nei prossimi dieci giorni dovrebbe arrivare la risposta definitiva. Giovedì prossimo ci sarà una riunione della direzione nazionale del Pd sul tema europee. Molto probabile che si arrivi ad una convergenza interna al partito, anche perché il congresso di Roma dei socialisti europei è alle porte.

Il 18 e 19 febbraio prossimi, Matteo Renzi andrà a Bruxelles ad incontrare il candidato alla presidenza della Commissione per i socialisti: Martin Schulz. In quest'occasione, il segretario presenterà le sue proposte e potrebbe inoltrare ufficialmente la richiesta di adesione al Pse.

Il 20 febbraio, il Pse presenterà il manifesto programmatico per le prossime consultazione del 22-25 maggio. Tale piattaforma sarà rilanciata, il 1 marzo, al congresso di Roma e per quella data Schulz e Renzi devono assolutamente chiudere la partita.
La "trattativa" è comunque a buon punto, come testimonia il lavoro svolto finora da Federica Mogherini, responsabile esteri del Partito Democratico.

Il Pse cambierà nome e simbolo?


Mogherini ha svolto un importante lavoro diplomatico negli ultimi mesi. La democratica ha definito, con i vertici del Pse, un accordo di legislatura, ma ha anche spinto per un cambiamento di nome e simbolo del partito. Non è escluso che tali proposte vengano accettate e che il Pse cambi il suo nome in "Partito dei socialisti e democratici europei".

Tale innovazione potrebbe semplificare molto la vita a Renzi. L'ala ex Margherita del Pd, capitanata da Beppe Fioroni, non ha mai fatto mistero di essere contraria ad un ingresso nel Pse. Con una rimodulazione del programma e un cambiamento di simbolo e nome, però, i cattolici-democratici del partito potrebbero sentirsi più garantiti. Ovviamente restano in piedi delle contraddizioni che sarà difficile sciogliere.

L'ispirazione del programma economico del Pse non dovrebbe fare problema a Fioroni e compagnia. Il problema, invece, sorge sui temi etici. Il Pse su matrimoni gay, aborto e laicità in generale non ha posizioni assimilabili a quelle dell'ala "democristiana" del partito di Renzi.

Letta e Schulz


In ogni caso, l'ingresso nel Pse rimane un punto fermo per la maggioranza del partito. Il premier, Enrico Letta, la scorsa settimana, è stato chiaro a riguardo: "Chi starà fuori non conterà nulla, noi dobbiamo stare nella cabina di comando del Pse. Se si sta sull'uscio non si conta niente, non cambieremo l'Europa. Sostengo questa scelta non semplice".

Insomma, un Pd che aderisce semplicemente al gruppo parlamentare di S&D (Socialisti e Democratici), senza entrare a pieno titolo nel Pse, non conterebbe molto per Letta. Non avrebbe capacità di incidere sulle scelte di fondo.

Martin Schulz, che è già partito con la campagna elettorale (#knockthevote), sembra intenzionato a fare tutte le aperture necessarie. Trovare un sostegno forte alle europee, da parte del Pd, è indispensabile.

Un suo atteggiamento conciliante, rispetto alle richieste dei democratici, potrebbe sbloccare anche un'altra questione. Ovvero un riferimento al gruppo europeo di appartenenza, del partito di Renzi, sulla scheda elettorale. Ricordiamo che in Italia ciò non è obbligatorio, rimane una libera scelta dei partiti.

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