Governo Renzi e dimissioni di Napolitano? Fioriscono gli scenari complottisti

I poteri forti dietro le rivelazioni del libro di Friedman?


Nelle ultime ore i mari della politica italiana sono stati agitati da una serie di eventi scatenati dalla rivelazione – pubblicata nell'anticipazione del libro di Alan Friedman – che il Capo dello Stato sondò la disponibilità di Monti come premier mesi prima della caduta del governo Berlusconi. Un fatto che di per sé non ha niente di illecito, ma che è sicuramente una prassi discutibile e che altrettanto sicuramente mina la credibilità di Napolitano, già oggetto di una richiesta di impeachment e delle critiche del centrodestra. E, la sera stessa, Napolitano convoca in tutta fretta al Quirinale Matteo Renzi, proprio mentre aumentano le voci di una "staffetta" tra lui e Letta a Palazzo Chigi.

Ce n'è abbastanza perché questi fatti vengano collegati tra loro e messi al servizio di uno scenario complottista che vi illustriamo, senza per questo avallarlo. Lo scenario parte dal presupposto che lo scoop su Napolitano è partito dal Corriere della Sera, il giornale dei "poteri forti" per eccellenza, che ebbe un ruolo non secondario nel "pompare" il nome di Mario Monti nel 2011, e di Enrico Letta nel 2013. Ecco quindi che l'uscita dello scoop contro Napolitano andrebbe interpretato come un avviso di sfratto mandato dai suddetti "poteri forti" all'uomo del Colle, dopo il fallimento dei suoi governi.

I poteri forti puntano invece su Matteo Renzi, e senza il passaggio dalle urne, che porterebbe via mesi preziosi – e potrebbe anche riservare sorprese. Perciò Napolitano avrebbe "ricevuto il messaggio" e preallertato Renzi in attesa di dare il benservito a Letta, il cui governo peraltro è in bilico a prescindere da tutto questo. Il governo Renzi si insedierebbe in tempi rapidi, con una connotazione più orientata al Pd ma non solo, e con Enrico Letta ministro degli Esteri, secondo un vecchio schema di contentino degno della Prima Repubblica.

A questo punto, lo scenario si spinge ancora più in là ipotizzando le dimissioni di Napolitano in tempi rapidi, una volta insediato saldamente il nuovo governo. Renzi a quel punto avrebbe il compito di scegliere il candidato da proporre per la successione al Colle, e il nome sarebbe quello di Romano Prodi. Prodi che, guarda caso, ha giocato un ruolo nello scoop del Corriere. Per i complottisti, è la prova suprema.

Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore e se queste ipotesi da fantapolitica verranno confermate. L'altro versante di questi scenari riguarda però Matteo Renzi, che si trova nella infelice posizione di non poter chiedere elezioni anticipate ma di non poter neanche ravvivare l'azione del governo Letta. Tutto questo, con le europee alle porte e il rischio di vedere già ammaccata la propria leadership, potrebbe portarlo a decidere di andare a Palazzo Chigi senza la benedizione delle urne. Un rischio, che però gli consentirebbe di gestire meglio il processo delle riforme. Peccato però che la maggioranza su cui dovrebbe contare sarebbe la stessa di Letta.
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