Marò: l'Onu scarica l'Italia "Faccenda privata tra Roma e l'India"

L'Italia si è rivolta all'Alto Commissariato per i diritti umani, ma dal Palazzo di Vetro dicono: "E' una questione bilaterale".

Le Nazioni Unite come Ponzio Pilato. Scaricano l'Italia sulla vicenda marò, con un'affermazione che suona come una vera e propria doccia fredda: "E' una questione privata tra Roma e l'India". A parlare è stato il portavoce del segretario generale dell'Onu, Martin Nesirsky: "E' una questione bilaterale".

L'Italia dopo aver incassato l'appoggio dell'Unione Europea, sperava di coinvolgere anche le Nazioni Unite. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, si era rivolta infatti all'Alto Commissariato per i Diritti Umani. Nesirsky ha liquidato l'iniziativa come "personale del ministro, di cui prendiamo atto, ma che non cambia i termini della questione, che resta bilaterale".

Proprio Bonino, questa mattina in un'audizione alla Camera, ha spiegato: "Il governo italiano ha aperto anche un dialogo, che speriamo maturi velocemente, sia in ambito Nato che alle Nazioni Unite vere e proprie, ma non è così scontato avere delle solidarietà solide". L'Unione Europea aveva fatto pervenire a New Delhi una dura reprimenda per aver voluto far passare l'Italia e i suoi militari come "terroristi".

Il Palazzo di Vetro, invece, preferisce non occuparsi della questione. Martedì prossimo, ci sarà l'udienza davanti alla Corte suprema indiana e, per allora, Roma sta cercando di coinvolgere quanti più partner internazionali possibili. L'Italia si è rivolta all'Alto commissariato dell'Onu denunciando la privazione della libertà a cui sono sottoposti i due marò da due anni, senza ancora un capo d'imputazione.

Ban Ki-moon

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