La direzione Pd del 13 febbraio approva la linea di Matteo Renzi

La diretta streaming della direzione Pd. Scontro finale tra Renzi e Letta.

18.06 Il voto per la mozione che sfiducia Letta è di favorevoli 136, contrari 16, astenuti due. Nessuna replica da parte di Renzi. La direzione del Pd è finita.

17.47 Ecco la mozione che la direzione del Pd è chiamata a votare: "Esaminata la situazione politica e i recenti sviluppi, ringrazia il presidente del consiglio Enrico Letta per il notevole lavoro svolto alla guida del governo
Esecutivo di servizio, nato in un momento delicato dal punto di vista politico, economico e sociale - e per il significativo apporto dato, in particolar modo per il raggiungimento degli obiettivi europei;
- Assume il documento impegno Italia come contributo per affrontare i problemi del paese;
- Rileva la necessità e l'urgenza di aprire una fase nuova, con un nuovo esecutivo che abbia la forza politica per affrontare i problemi del paese con un orizzonte di legislatura, da condividere con la attuale coalizione di governo e con un programma aperto alle istanze rappresentate dalle forze sociali ed economiche;
- Invita gli organismi dirigenti, legittimati dal congresso appena svolto, ad assumersi tutte le responsabilità di fronte alla situazione che si è determinata per consentire all'italia di affrontare la crisi istituzionale, sociale ed economica, portando a compimento il cammino delle riforme avviato con la nuova legge elettorale e le proposte di riforma costituzionale riguardanti il titolo v e la trasformazione del senato della repubblica e mettendo in campo un programma di profonde riforme economiche e sociali necessarie alla promozione di sviluppo, crescita e lavoro per il nostro paese".

17.30 Viene distribuito in direzione l'ordine del giorno che sarà votato al termine della direzione. Gli esponenti lettiani stanno lasciando la sala in modo da non dover votare la mozione che sfiducerà il premier Enrico Letta.

17.10 Sta proseguendo la direzione del Pd, che andrà verso un voto finale che decreterà il sì alla linea di Renzi che porterà alla crisi di governo e alle probabile dimissioni di Letta.

15.54 "C'è un'ambizione smisurata che dobbiamo avere. Quella di pensare che l'Italia non può vivere in una situazione di incertezza. L'Italia che noi immaginiamo deve pensare con semplicità e vivere con grandezza. Mettiamo al bando ogni ipocrisia e l'orgoglio personale, ringraziamo chi ha lavorato, prendiamo atto che il lavoro è condiviso. Se l'Italia prende atto che c'è bisogno di un cambiamento radicale, è il Pd che deve prendersi questa responsabilità. Vi chiedo di uscire dalla palude".

15.42 "Il passaggio elettorale ha un valore affascinante, però è un passaggio che ancora oggi non vede una normativa elettorale che vede la certezza della vittoria di uno o degli altri. La riforma elettorale dev'essere collegata al superamento del bicameralismo perfetto. È una scelta rischiosa e difficile, ma questa trasformazione può avere senso se si dice con franchezza che l'obiettivo è il 2018 e che nel mezzo c'è una riforma costituzionale e il tentativo di cambiare le regole del gioco".

15.36 Matteo Renzi ha iniziato a parlare: "In certi momenti si è chiamati a un duplice impegno, da un lato quella della franchezza totale, dall'altro quella della proposta. Se nei momenti di difficoltà manca la trasparenza totale, una comunità si perde all'interno delle proprio discussioni. Non ci saranno effetti speciali, ma semplicemente la constatazione di un dato di fatto. La direzione di oggi non sarà un processo, ma si tratta di capire se possiamo aprire una pagina nuova. Non si ragiona di staffetta, qui si prova a cambiare l'orizzonte e l'intensità".

14.20 Enrico Letta ha fatto sapere che non sarà presente alla direzione Pd che potrebbe sfiduciarlo e porre fine alla sua esperienza da premier. Una decisione presa per lasciare che le cose facciano il suo corso con serenità. Il primo ministro attenderà quindi i risvolti della direzione Pd a Palazzo Chigi.

13.05 Gli ultimi retroscena che precedono la direzione Pd delle ore 15 (che sarà trasmessa qui in diretta streaming) raccontano dei tentativi di mediazione in corso tra Matteo Renzi ed Enrico Letta. All'attuale premier sarebbe stata offerta la poltrona di ministro dell'Economia (circostanza smentita) per convincerlo a deporre le armi. Alla mediazione stanno lavorando il portavoce della segreteria del Pd e fedelissimo renziano, Lorenzo Guerini - ricevuto questa mattina a Palazzo Chigi da Letta - assieme ai capigruppo di Camera e Senato, Roberto Speranza e Luigi Zanda. Ma il tempo stringe e non arrivano segnali di pace.

La direzione Pd in diretta streaming

La direzione Pd di oggi sarà trasmessa in diretta streaming a partire dalle 15 e così si potrà seguire, senza doversi affidare ai resoconti, la "sfida finale", il "braccio di ferro", il "far west" e tutti gli altri modi in cui è stata chiamata la querelle in corso tra Enrico Letta e Matteo Renzi. Il premier in carica lascerà? Nascerà un governo Renzi? Da quello che raccontano le anteprime oggi il premier potrebbe prendere parte alla direzione Pd, per far vedere lo spirito battagliero che nel tardo pomeriggio di ieri è riuscito a tirare fuori presentando Impegno Italia.

Come andrà a finire? Di certo - a meno di clamorose sorprese - il Partito Democratico "sfiducerà" Enrico Letta, affermando come il suo governo abbia esaurito la spinta propulsiva e come abbia fallito nel fare le riforme. E però questo non significa che Matteo Renzi lancerà la proposta di essere lui a prendere la guida del timone, per evitare di apparire come uno che sta montando tutto questo caos per una manovra di palazzo. Poco importa, però, che lo dica o meno durante la diretta streaming della direzione Pd. Se alla fine di tutta questa storia il risultato sarà che ci ritroveremo con un Renzi premier senza essere andati al voto, tutta l'operazione sarà classificabile come indiscutibilmente di palazzo.

Ed Enrico Letta, come reagirà a tutto questo? Al di là del fatto che il premier non sembra ancora disposto ad arrendersi - e che quindi potrebbe decidere di non rassegnare le dimissioni ma di andare alla prova di forza in Parlamento, guardando così dal vivo il proprio partito che lo licenzia -, la questione all'ordine del giorno sembra anche essere la permanenza di Letta all'interno dello stesso Partito Democratico al termine di questa fatidica direzione Pd.

Può un primo ministro fatto fuori dai suoi stessi esponenti di partito restare in quel partito? Secondo alcuni no, la cosa non è possibile. Tanto più che il tutto non avviene in pace, ma in seguito a un duello in cui i due contendenti sono rimasti arroccati sulle proprie posizioni. E però, alla destra del Pd, non è che ci siano alternative così allettanti: i Popolari di Mario Mauro, la Scelta Civica di Monti. Le sirene centriste suoneranno per Enrico Letta al termine della direzione Pd?

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO