Morte Ambasciatore USA in Libia: spunta l'ipotesi Al Qaeda?

Ore 19.45 - La CNN ha diffuso una notizia che ha del clamoroso: l'attacco al consolato di Bengasi in cui è rimasto ucciso l'ambasciatore USA potrebbe essere un'operazione terroristica in piena regola, organizzata e pianificata da tempo e che porterebbe la firma di Al Qaeda.

Attacco alle sedi diplomatiche USA, muore l'ambasciatore Stevens

13.34 – Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha diffuso un comunicato sull'accaduto:

Condanno duramente l’oltraggioso attacco al nostro personale diplomatico a Bengasi, che ha causato la morte di quattro americani, compreso l’ambasciatore Chris Stevens.

13.30 - La conferma è arrivata: J. Christopher Stevens, ambasciatore in Libia per gli Stati Uniti, è morto nella notte. Lo ha riferito il Dipartimento di Stato. Insieme a lui sono deceduti anche altri tre cittadini americani, membri dello staff diplomatico e marines che avrebbero dovuto difendere il diplomatico.

13.10 - Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato contattata da Fox News, ha confermato la morte "di almeno un funzionario", seconda parlare direttamente di Stevens.

12.48 - Ecco un altro filmato che mostra il consolato di Bengasi dopo l'attacco, si vedono le fiamme che potrebbero essere state la causa della morte dell'ambasciatore:

12.30 - Il viceministro degli interni libico ha confermato la morte di Stevens, che sarebbe avvenuta dopo il ricovero in ospedale, ma è impossibile non notare come dalla Casa Bianca non sia ancora arrivata né una smentita né un commento sulla vicenda. La notizia ha già fatto il giro del mondo, l'amministrazione Obama sta preferendo un approccio più prudente, evidente che questa vicenda potrebbe risultare rilevantissima nella corsa per le presidenziali.

12.20 - Secondo il Wall Street Journal il film che avrebbe provocato le proteste, proprio nel giorno dell'anniversario dell'11 settembre 2001, dal titolo "Innocence of Muslims" sarebbe stato prodotto da Sam Bacile, un isrealiano-americano, e non da un produttore copto egiziano.

12.10 - La situazione è confusa, si attendono conferme alla notizia della morte dell'ambasciatore, ma l'episodio potrebbe avere ripercussioni significativa anche nella campagna elettorale in atto. I repubblicani hanno approfittato per attaccare l'amministrazione Obama, nell'occhio del ciclone un comunicato di condanna nei confronti di quanti (il riferimento alle persone che hanno realizzato il film satirico su Maometto e l'hanno diffuso su internet) "offendono il sentimento religioso dei mussulmani". Il comunicato è stato diffuso prima degli attacchi all'ambasciata de Il Cairo, ma al momento viene strumentalizzato per accusare Obama di essere "debole" nei confronti della violenza degli estremiste.

Nel comunicato ufficiale del Segretario di Stato Hillary Clinton si legge:

Alcuni hanno considerato questo comportamento feroce come una risposta ad alcuni contenuti provocatori pubblicati su Internet. Gli Stati Uniti condannano qualsiasi intenzione di denigrare i credi religiosi degli altri. Ma sia chiaro: non c’è mai alcuna giustificazione per atti violenti di questo tipo.

11.50 - La notizia della morte di J. Christopher Stevens è stata diffusa da funzionari libici. Al momento ci sono due ricostruzioni differenti, alcune fonti parlano di una morte per soffocamento causata dall'incendio appiccato al consolato USA a Bengasi, altri ritengono responsabili dei razzi lanciati contro l'auto che cercava di trasportare in salvo Stevens.

L'attacco al consolato statunitense in Libia sarebbe stato condotto da uomini armati, molto diverso dagli incidenti capitati poche ore prima a Il Cairo quando un nutrito gruppo di manifestanti ha assediato l'ambasciata protestando contro il film satirico che ridicolizza il profeta Maometto, ma senza gravi conseguenze.

Un violento attacco alla sede diplomatica degli Stati Uniti in Libia ha portato alla morte dell'ambasciatore statunitense Chris Stevens e di almeno altri 3 funzionari. La notte scorsa, almeno secondo quanto riferisce al-Jazeera, un gruppo di manifestanti ha raggiunto la struttura nella città di Bengasi, in Libia, e ha appiccato il fuoco provocando un vasto incendio. L'ambasciatore si trovava all'interno insieme a parte del suo staff ed è stato impossibile darsi alla fuga, comunque complicata dalla presenza del nutrito gruppo di persone che protestava all'esterno.

All'origine degli scontri ci sarebbe la diffusione su YouTube di un estratto del film Innocence of Muslims, una pellicola a basso budget prodotta negli Stati Uniti che mostra Maometto e ne riscrive la storia in chiave satirica. Una gravissima offesa per i mussulmani che ritengono blasfemia anche il semplice ritrarre in un'immagine il loro profeta.

Per la stessa ragione anche l'ambasciata americana a Il Cairo è stata attaccata, ma in questo caso l'unico risultato dei disordini è stata la sostituzione della bandiera statunitense con un vessillo inneggiante ad Allah, un incidente di poco conto se confrontato con la morte dell'ambasciatore Stevens a Bengasi.

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