Afghanistan: rilasciati 65 talebani, la rabbia Usa

La decisione di Karzai fortemente disapprovata da Washington che definisce "pericolosi" i detenuti rilasciati.

E' guerra fredda tra il governo dell'Afghanistan e gli Stati Uniti. Il primo, infatti, ha rilasciato 65 prigionieri, tutti militanti talebani, che erano detenuti nel carcere di Bagram, nonostante le proteste provenienti da Washington. Secondo l'esercito statunitense, infatti, si tratterebbe di "persone pericolose".

Persone direttamente collegate ad attentati che hanno provocato la morte di decine di uomini della Nato e delle forze di sicurezza dell'Afghanistan. Il presidente Hamid Karzai ha replicato così: "La prigione è una fabbrica di produzione di talebani" e ha disposto l'apertura delle celle. "Alcuni detenuti sono stati torturati senza accuse precise". .

I rapporti tra Kabul e Washington sono tesi da un po'. L'America sta per lasciare il Paese dopo 13 anni. Nel carcere di Bagram, dopo la grazia concessa da Karzai, restano ancora 23 detenuti talebani. E' stata in realtà una commissione d'inchiesta governativa a decidere per la liberazione dei prigionieri, con l'approvazione finale da parte del presidente.

L'ambasciata americana a Kabul ha definito la vicenda "profondamente deplorevole". Il parere sfavorevole è arrivato anche dai vertici militari statunitensi in Afghanistan. "Questi detenuti pongono potenziali minacce alle forze della coalizione, alle forze di sicurezza afgane e ai civili". Karzai spera invece nella distensione con gli ex studenti del Corano.

Hamid Karzai

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