Countdown elettorale: - 22. Una comunicazione da garantire d’autorità



Secondo l’Autorità garante per le comunicazioni i telegiornali non rispettano una equa ripartizione del tempo di notizia tra i partiti in gara per le elezioni del 13 e 14 aprile: il Popolo delle libertà sarebbe troppo presente a scapito dei partiti minori ma anche del Partito democratico.

Una questione che riporta alla mente altre campagne elettorali degli anni passati in cui si diceva che Rai e Mediaset, per motivi differenti, erano un po’ troppo accondiscendenti col proprietario di Mediaset. Uno degli aspetti del famoso conflitto di interessi che non è mai stato affrontato, impantanato insieme alla Riforma Gentiloni nelle sabbie della palude parlamentare.

Ma se non è poi una grande sorpresa sapere che non tutte le forze politiche hanno uguale accesso ai notiziari televisivi è sempre sorprendente la reazione del candidato premier del Pdl: la legge sulla par condicio è “liberticida” (dato che assegna ai piccoli partiti lo stesso tempo che spetta ai grandi) . Quindi non rispettarla diventa una naturale conseguenza.

Questo approccio, già utilizzato da Berlusconi nei confronti di altre leggi dello Stato, è paradossale per una persona che si candida a governare l’Italia e assolutamente privo di legittimità: con questa logica si potrebbe andare a 150 chilometri orari dentro i centri abitati dato che “la legge fissa dei limiti troppo bassi” oppure non pagare le tasse “perché le aliquote sono troppo alte”. Il rispetto delle norme che regolano la nostra società spetterebbe così soltanto all’opinione dei singoli cittadini.

Il Popolo esce dal campo delle libertà per entrare in quello dell’anarchia, dove ognuno valuta se una legge dello Stato è giusta oppure no e poi agisce nel modo a lui più congeniale.

E voi, avete una legge che vi sta antipatica e che quindi è giusto non rispettare?

Foto: D@di

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