Casini avverte Bersani: "Non puoi allearti con Vendola"

Chi aspira a governare "non può allearsi con chi presente referendum contro la riforma dell'articolo 18". Le parole di Casini sono un avvertimento chiarissimo a Bersani, Vendola (reduce dalla presentazione dei quesiti referendari contrari alle "riforme" approvate dal governo Monti in coppia con Di Pietro) è incompatibile a qualsiasi tipo di alleanza che punti al governo dell'Italia.

Che Casini e Vendola non si amino è chiaro a tutti, ma il fatto che il leader dell'Udc senza il bisogno di venire allo scoperto suona come un avvertimento per Bersani: o prendi le distanze da Sel oppure metti a rischio il dialogo con il nostro partito. Anche sulla legge elettorale, invocata da Giorgio Napolitano ora che i mesi dal voto si assottigliano sempre di più. La replica di Gennaro Migliore, da parte di Sel, è immediata: "Che noi non ci alleeremo mai per Casini lo avevamo già capito e questo è un bene per il Paese: il referendum è uno strumento che va rispettato ed è un modo per far pronunciare i cittadini, non per fare alleanze".

Sul tema della riforma del voto l'Udc "non accetta ultimatum da nessuno", l'intesa si può trovare, ma sul meccanismo di premio di maggioranza, non sulle preferenze" che, ultimamente, sono diventate imprescindibili per Casini quando qualche anno fa non sembrava essere fra i più infastiditi dal Porcellum. L'ipotesi fra le più accreditate, dopo che Bersani ha fatto sapere di non volere le preferenze né il sistema tedesco, è che si rinsaldi l'antica alleanza parlamentare Lega-Pdl-Udc per approvare una riforma della legge elettorale.

Non c'è nessun accordo con il Pdl, noi vogliamo raggiungere una intesa, una soluzione concordata, ma per me sono fondamentali le preferenze. Non si può più indugiare, non possiamo più perdere tempo. La legge deve andare in aula entro ottobre. Da qui a un mese e mezzo dobbiamo portarla all'attenzione del parlamento e poi ognuno si assume le sue responsabilità

Bersani preferisce glissare con una battuta: "Ogni giorno ha la sua pena, da qui alle elezioni ogni giorno ci sarà magari Casini che ci dà 'un bacino' e Sel che ci critica, e il giorno dopo il contrario...".

Il fatto che a pochi mesi dal voto il PD non abbia alleati veri, non abbia una strategia, non abbia un leader designato e non abbia nulla con cui proporsi agli elettori, evidentemente, non lo turba. Beato lui.

Foto | © TM News

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO