Elezioni in Olanda: i risultati. Vincono Liberali e Laburisti, prevale l'Europeismo, destra sconfitta

I risultati delle elezioni olandesi: vince l'ex premier Rutte, ma i suoi nuovi alleati saranno i laburisti di Samson, nel segno dell'Europeismo. Sconfitta l'estrema destra di Wilders.Le elezioni anticipate olandesi vedono trionfare "l'Europa". La tornata elettorale anticipata nei Paesi Bassi era molto temuta da Bruxelles, gli scenari sembravano davvero preoccupanti. Il governo di centrodestra presieduto dal liberale Mark Rutte è caduto in aprile, una scelta interamente attribuibile a Geert Wilders, leader del partito di destra estrema, che garantiva l'appoggio esterno all'esecutivo sostenuto ovviamente da liberali e dai cristiano-democratici (già precedentemente alleati con il Pvv).

Il Pvv puntava tutto sull'anti-europeismo, cavalcare l'onda della crisi finanziaria e chiedere l'abbandono dell'Euro per bypassare i sacrifici imposti, anche all'Olanda, con pesanti tagli e la necessità di contenere il deficit. Beh, la risposta dell'elettorato olandese è stata chiara: vogliono l'Europa, non si fidano di chi gli promette mari e monti con l'uscita dalla moneta unica. A scrutinio concluso sono due i partiti a guadagnare nettamente: il Vvd di Rutte (da 31 a 41 seggi) e i laburisti di Diederik Samson che passano da 30 a 39 seggi.

I due leader hanno chiaramente posizioni diverse fra loro (Rutte è concentrato sull'agenda imposta dalla Merkel, tagli e contenimento del rapporto deficit/pil sotto il 3% in tempi serrati, Samson vorrebbe più fondi per stimolare l'economia e meno austerity), ma l'ipotesi di un governo di "larghe intese" di segno europeista è molto probabile. Di fatto Vvd e PvdA basterebbero da soli a formare una maggioranza. Il parlamento olandese conta soltanto 150 seggi, gli 80 delle due forze maggiori in campo sarebbero sufficienti.

Fra l'altro anche nell'ultimo confronto elettorale i due leader avevano paventato la possibilità di un'alleanza post-elezioni. Nessun "inciucio", il sistema olandese è molto frammentato, ma senza un'eccessiva litigiosità fra le parti. Insieme al leader populista Wilder (che con il suo partito perde nettamente passando da 24 a 15 seggi) l'altro sconfitto è Emile Roemer, il socialista, anche lui anti-europeista. Il suo SP non perde in termini di voti mantenendo i suoi 15 seggi, ma era indicato da tutti gli analisti come il possibile trionfatore di questo turno elettorale.

Samson ha saputo imprimere un colpo di coda nel finale recuperando parecchi consensi rispetto ai sondaggi che lo vedevano in difficoltà, il leader laburista ha convinto l'elettorato che un partito laburista più forte avrebbe consentito di salvaguardare il legame fra l'Olanda e l'Euro, garantendo la governabilità e mitigando la rigidità del premier uscente Rutte ansioso di accontentare le richieste della Germania sul contenimento della spesa. A pagare sono stati soprattutto i Verdi del GL (GreenLeft) che passano dai 10 seggi del 2010 ad appena 2, così come dalla parte opposta gli storici alleati dei liberali, i cristiano-democratici, pagano la loro vicinanza a Wilders e alla destra più estrema passando da 21 a 13 seggi.

Il nuovo governo, con una guida ancora da stabilire (anche se la conferma di Rutte appare scontata) potrebbe trovare un ulteriore aiuto in parlamento dai centristi del partito D66 di Pechtold che hanno guadagnato 2 seggi salendo a 12. La maggioranza parlamentare sarebbe blindata.

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