Saviano racconta la Gomorra dei media al Festival di Mantova

da https://andreatj.files.wordpress.com/2008/02/saviano.jpg"Gli avvocati che in aula hanno letto la lettera dei boss sono qui in platea. Sono contento che vengano tutte le volte che parlo in pubblico. I vostri assistiti fateli venire direttamente, o pensate che io abbia paura? Ce lo diciamo sempre io e i miei ragazzi: noi non facciamo paura perché non abbiamo paura. È la letteratura che li terrorizza. Sono i lettori che fanno paura"

Così Roberto Saviano al Festival della letteratura di Mantova, invitato a chiudere la rassegna, come sempre a scandire parole essenziali e lucide. Dopo 11.120 ore di vita sotto scorta lo scrittore non rinuncia alla sua battaglia e parla di mafia e stampa. Porta degli esempi (qui da Repubblica) in cui i quotidiani con titoli a parvenza di cronaca fanno il gioco di boss e di politici mafiosi.

Un discorso più che mai attuale anche a livello nazionale, dove la stampa si fa portavoce dei propri "Padroni" (o proprietari, se preferite), con una agenda di notizie cui dedicare spazio in base ad una serie di pressioni cui sono sottoposti. Un paese dove politica, imprenditoria, mafia e media sono prossimi in maniera inquietante.

Saviano porta però un messaggio di speranza: laddove ormai non arrivano stampa e televisioni possono arrivare letteratura, cinema (come dimostra l'appena conclusa Mostra del cinema di Venezia con film italiani sulle lotte indigene in Brasile e sui tragici eventi alla Thyssen Krupp), musica. Il potenziale rivoluzionario della parola e dell'arte quando si fanno denuncia e testimonianza. Nonostante l'affollamento e la confusione del (e grazie al) mondo dei media e opinione pubblica, farà sempre paura "al Potente" l'esistenza dei più di un milione di lettori di Gomorra.

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