Turchia: tangentopoli, passa la riforma giudiziaria. Interrogato il figlio di Erdogan

Rissa in parlamento dopo l'approvazione della discussa legge che mette nelle mani del governo il destino della magistratura.

La tangentopoli turca finisce in rissa, in Parlamento, dopo l'approvazione della riforma della giustizia. Venti ore di discussione stremano i politici che, alla fine, si prendono letteralmente a notte. Il bilancio è di un naso rotto e tre ricoveri in ospedale. La riforma però passa: il sistema giudiziario, di fatto, passa nelle mani dell'esecutivo guidato da Tayyip Erdogan.

Sarà il ministro della Giustizia ad avere l'ultima parola sulla nomina dei magistrati. Per l'entrata in vigore della legge, manca solo la firma del premier, che non tarderà ad arrivare. L'opposizione ha paura che la nuova riforma porti l'esecutivo a insabbiare le inchieste che minacciano i suoi membri. Per questo motivo, Erdogan ha congelato le norme più controverse. Mossa che non è stata sufficiente per evitare lo scontro fisico in Parlamento.

La storia di corruzione e di mazzette ha causato un vero e proprio sconquasso nel governo. Tre ministri si sono dimessi a dicembre, nomi eccellenti del partito islamico Akp al potere sono stati arrestati, ma anche imprenditori e il direttore generale della banca pubblica Halkbank. Martedì, il figlio di Erdogan, Bilal, sarebbe stato sentito dai magistrati titolari dell'inchiesta.

Lo scrive il quotidiano Hurriyet sulla sua pagina web. In realtà. Bilal avrebbe dovuto sfilare davanti ai giudici già lo scorso 25 dicembre. Successivamente, i magistrati di punta dell'indagine sono stati rimossi dall'incarico. Da metà dicembre a oggi, centinaia sono i poliziotti e i magistrati epurati, sospettati di far parte della confraternita di Fethullah Gulen, un tempo alleato di Erdogan e ora suo acerrimo nemico. Il premier ha accusato questi di aver costituito uno stato parallelo, che starebbe tentando un golpe giudiziario contro di lui.

Dall'altra parte, si sostiene invece che il governo abbia rimosso tutte le persone che potrebbero nuocere a ministri e imprenditori vicini al premier stesso. Solo ieri, i capi di polizia di altre 27 province sono stati rimossi dall'incarico. Ben 7 mila dirigenti e funzionari della pubblica sicurezza negli ultimi due mesi sono stati trasferiti d'ufficio.

Rissa al parlamento turco

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