Elezioni Europee 2014 | Ppe | Barnier vs Juncker per la Commissione

Luxembourg Prime Minister and Eurogroup
Elezioni Europee 2014. I nomi più papabili del Ppe, per la nomina a candidato presidente della Commissione, sono quelli di Michel Barnier e di Jean-Claude Juncker. Il primo, francese, è Commissario interno per il mercato interno. Il secondo, lussemburghese, è l'ex presidente dell'Eurogruppo.

A decidere il candidato, in vista delle consultazioni di primavera, sarà il congresso dei Popolari europei , che si terrà a Dublino il prossimo 6 e 7 marzo.
Ci sono anche altri nomi in corsa, ma sono poco accreditati alla vittoria. Ci riferiamo al premier finlandese Jyrki Katainen e al premier lettone Valdis Dombrovskis. La direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, avrebbe invece rinunciato a cimentarsi nella competizione. Le candidature sono presentabili entro il 5 marzo, ma è difficile che emergano personalità più competitive di quelle di Barneir e Juncker.

Il francese sembra il favorito. Sta mettendo in campo una campagna molto incisiva e proprio ieri ha scritto ai leader del Ppe per chiedere sostegno alla sua candidatura. Il suo sponsor più importante parrebbe essere la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Inoltre, sui giornali francesi si sostiene che avrebbe anche l'appoggio "occulto" di François Hollande.

Sì avete capito bene. Il presidente socialista sarebbe contento di appoggiare "in seconda battuta" un popolare. In primo luogo perché francese, ma c'è anche un'altra ragione. Qualora i Socialisti e i Popolari non dovessero mettere insieme un congruo numero di seggi a Strasburgo, allora si potrebbe inaugurare una sorta di Grosse Koalition europea. In quel caso meglio scegliere un connazionale come presidente, anche se popolare, piuttosto che un socialista tedesco.

Juncker pare stia perdendo terreno sul suo principale contendente, ma la sua resta una candidatura forte. Come i precedenti presidenti di Commissione, Barroso e Prodi, è stato capo del governo del suo paese. E' un rappresentante dei poteri forti dell'economia globale (ricordiamo, a tale riguardo, che è stato governatore della Banca Mondiale del Fondo Monetario Internazionale). Non si è mostrato contrario alle politiche di austerity, tuttavia ha sempre manifestato una sua forte autonomia in ambito Ue. Tanto che nel dimettersi da presidente dell'Eurogruppo, nel 2012, ha dichiarato di averlo fatto perché "stanco delle ingerenze franco-tedesche".

Entro marzo, dunque, tutte le principali formazioni europee avranno formalizzato il nome del loro candidato alla presidenza alla Commissione. Ricordiamo che i socialdemocratici hanno scelto Martin Schulz, la sinistra radicale ha indicato Alexis Tsipras, i liberaldemocratici si sono orientati sul nome di Guy Verhofstadt, mentre i verdi presenteranno due capilista: José Bové e Ska Keller.

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