Governo Renzi, accettato incarico con riserva: "Prospettiva di legislatura lunga, priorità il lavoro"

Alfano, Berlusconi, Civati, Vendola e il rischio "palude" per il governo Renzi.

14:47 - Proprio dal treno Renzi scrive un tweet (dopo diversi giorni di silenzio sul social network) e lancia l'hashtag #lavoltabuona:


14:45 - Dopo aver incontrato Laura Boldrini e Pietro Grasso, Matteo Renzi ha raggiunto la stazione Termini di Roma. Numerosi i cronisti presenti, ma il premier incaricato non ha rilasciato dichiarazioni ed è salito (con Graziano Delrio e Lorenzo Guerini) sul treno che lo sta portando a Firenze.

12:28 - Renzi è giunto alla Camera per un colloquio con Laura Boldrini. Dopo si recherà al Senato, poi nel pomeriggio a Firenze per il suo ultimo atto da sindaco. In serata tornerà a Roma e da domani prenderanno il via le sue consultazioni formali con i partiti.

12:08 - Renzi: "C'è urgenza ma un orizzonte di legislatura così ci impone qualche giorno di tempo in più per sciogliere la riserva. L'emergenza più grande è quella del lavoro e dell'occupazione... e della rassegnazione". E chiude: "Vi auguro buon lavoro". Era un Renzi particolarmente serio, già con tono "da premier". Nessun accenno sulla squadra di governo.

12:06 - Renzi parla di "allungamento della prospettiva politica della legislatura. La piattaforma prevede entro il mese di febbraio le riforme costituzionali e da marzo la questione del lavoro, ad aprile riforma P.A., maggio sul fisco. Vogliamo lavorare in maniera seria sui contenuti".

12:05 - Le prime parole di Matteo Renzi dopo il conferimento dell'incarico: "Ho ricevuto l'incarico di provare a formare il nuovo governo, ho accettato con riserva con la responsabilità e il senso dell'importanza della sfida. Ho ringraziato il Presidente della Repubblica. Ci metterò tutta l'energia e tutto l'impegno di cui saremo capaci. Incontrerò nelle prossime ore i presidenti delle Camere, poi a Firenze e da stasera a Roma. Domani inizieranno le consultazioni formali e ufficiali".

12:04 - Si fa attendere Renzi che tra poco al Quirinale terrà il suo primo discorso da premier incaricato.

11:55 - Sta per parlare Matteo Renzi.

11:53 - Finito l'incontro. Parla Donato Marra. "Napolitano ha conferito al dottor Renzi l'incarico di formare il nuovo governo. Renzi ha accettato con riserva".

11:47 - L'incontro Letta-Napolitano era durato meno di un'ora, oggi il colloquio con Renzi è in corso da quasi un'ora e mezza.

11:20 - Continua il colloquio, Napolitano e Renzi parlano da un'ora circa.

10:50 - E' in corso da mezz'ora l'incontro Renzi-Napolitano. Alla fine, molto probabilmente, parlerà solo il segretario generale del Quirinale, Donato Marra.

10:35 - In auto con Matteo Renzi c'era Filippo Sensi, capo ufficio stampa del Pd.

10:25 - Nel frattempo all'esterno del Quirinale è in corso una manifestazione di Fratelli d'Italia. Giorgia Meloni attira dunque l'attenzione di telecamere e cronisti giunti al Colle per seguire l'incontro Renzi-Napolitano: "Siamo basiti dal comportamento di Matteo Renzi - ha detto la Meloni - che ha fatto l'esatto contrario di quello che aveva giurato".

10:18 - Matteo Renzi è appena arrivato al Quirinale, alla guida di un'Alfa Giulietta bianca.

10:14 - Nuove indiscrezioni sul “totoministri” darebbero Dario Franceschini verso il ministero dell’Interno, un pressing su Enrico Letta per l’Economia e la possibile conferma di Angelino Alfano come vicepremier.

ore 10:10 - In attesa che si formi il governo arrivano dalla Borsa le prime conferme dell’atteggiamento dei mercati nei confronti della staffetta a Palazzo Chigi: lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi apre in ribasso, a 195 punti, dopo la decisione di Moody’s di alzare l’outlook italiano da negativo a stabile.

Aggiornamento lunedì 17 febbraio, ore 10:05 - Una volta ricevuto l’incarico di formare il governo da Napolitano, Renzi dovrebbe tornare nel pomeriggio a Firenze per prendere parte al consiglio comunale, martedì, invece, darebbe il via alle consultazioni. Per quanto riguarda il giuramento, la cerimonia del Campanello a Palazzo Chigi e il passaggio delle consegne da Letta dovrebbe avvenire giovedì. Fra venerdì e sabato il premier chiederà la fiducia, prima al Senato e poi alla Camera.

Governo Renzi: Napolitano convoca il futuro premier per lunedì 17 febbraio

Aggiornamento domenica 16 febbraio, ore 09:54 - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato per le 10.30 di domani, al Palazzo del Quirinale, il segretario nazionale del Partito Democratico, Matteo Renzi. È quanto si legge in una nota del Quirinale, e da questo si può facilmente intuire che il gran giorno dell'incarico sarà domani.

Governo Renzi: le tappe e le difficoltà

Il governo Renzi nascerà settimana prossima: lunedì l'incarico da parte di Giorgio Napolitano, il giuramento tra mercoledì e giovedì e poi il voto di fiducia (che potrebbe anche nascondere qualche insidia, come si vedrà più avanti) tra venerdì e sabato, prima al Senato e poi alla Camera. Non è tutta in discesa, però, la strada di Renzi verso la formazione del suo primo incarico di governo. Le spine si chiamano Alfano, Berlusconi, Civati e Vendola. Nemici e/o alleati più o meno temibili, che però messi assieme formano quella "palude" in cui Renzi proprio non vuole finire. Insomma, i catenacci della politica si sono messi in movimento, come sempre; resta da vedere se il segretario del Pd è davvero agile come crede di essere nell'evitarli.

Le prime difficoltà arrivano proprio da Alfano: l'appoggio al governo Renzi è scontato - il Nuovo Centrodestra non può rischiare di andare alle urne con la paura di essere spazzati via - ma ci sono un po' di condizioni e di freni che il leader del partito pone. La prima è che il governo non si connoti come eccessivamente di sinistra, non abbia un colore politico troppo marcato, sia ancora tecnico. Ma queste sono tutte questioni più d'immagine che altro, quello che veramente preme ad Alfano è che si cassi quell'Italicum, la nuova legge elettorale, che con le soglie di sbarramento previste potrebbe essere il colpo di grazia per il partitino di centrodestra. Da non sottovalutare anche il fatto che nel momento in cui la legge elettorale venisse varata ci sarebbe un ostacolo in meno per andare alle urne.

La seconda spina va sotto il nome di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere non appoggerà il governo Renzi, ma ha già parlato di "opposizione responsabile". Che significa? Significa che le riforme che Renzi ha concordato con il leader di Forza Italia (oltre alla legge elettorale, quella per il varo del nuovo Senato) dovranno proseguire. E che, immaginiamo, Forza Italia non farà mancare il suo appoggio nel caso di legge condivisibili. Non sarà, insomma, un'opposizione preconcetta. Perché tutto questo dovrebbe essere un problema per Renzi? Perché è qualcosa che fa indispettire assai Alfano, che teme di diventare ininfluente. Di essere usato e gettato via nel momento in cui si concretizzerà l'accordo con Berlusconi.

Ma le difficoltà arrivano anche da sinistra. La minoranza Pd che fa capo a Cuperlo non può far mancare la fiducia a un governo che nasce anche perché loro l'hanno chiesto (si faranno però sentire sulla legge elettorale che osteggiano); diverso il discorso per quanto riguarda Civati. Civati non è un nome che può terrorizzare Renzi, ma al Senato lo sconfitto alle primarie può contare su sei senatori. Voti che in quell'aula dai numeri in bilico pesano parecchio. Senza contare che, con Sel che ha deciso per l'opposizione, potrebbe nascere qualcosa in comune .

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