Beppe Grillo sul blog dice la sua sul complotto di Napolitano

La ricostruzione complottista del leader del Movimento 5 Stelle sull'accordo tra Monti e il Capo dello Stato e il governo Renzi.

Beppe Grillo sul blog dice la sua riguardo il complotto di Giorgio Napolitano del 2011, quello per portare Monti al governo al posto di Berlusconi, spiegandoci anche come - nella visione dei fatti - questo c'entri eccome anche nella nascita del governo Renzi e del rapido "licenziamento" di Enrico Letta.

La scorsa settimana è andata in onda una sceneggiata per costringere Napolitano a dimettersi e a nominare Renzie. I protagonisti sono tre persone alle quali si può imputare tutto, ma non l'ingenuità. Prodi, Monti e De Benedetti rilasciano a suo tempo dichiarazioni (filmate!) al giornalista Friedman ben sapendo che sono delle vere e proprie bombe. Attestano infatti che il presidente della Repubblica si mosse, prima della crisi economica del 2011 e non dopo, per sostituire un presidente del Consiglio eletto in regolari elezioni, oltrepassando i suoi poteri.

Il leader del Movimento 5 Stelle sembra quindi dare per scontato quella che per il momento è solo una diceria, e cioè che dopo l'insediamento del governo guidato da Matteo Renzi, Giorgio Napolitano darà le dimissioni. Le ragioni che Grillo porta non hanno però il dono della chiarezza:

Quei filmati sono una lettera di licenziamento preparata con cura e tenuta in un cassetto, i cui contenuti, guarda caso, sono pubblicati un giorno prima che sia discusso l'impeachment in contemporanea sul Corriere della Sera, con due pagine, e dal Financial Times, con il titolo "The italian job" in copertina. Edmond Napolitano non ci sta e grida al fumo "Fumo, solo fumo!", ma oltre al fumo c'è anche, ineludibile, l'arrosto e un impeachment alle porte. Molla quindi Letta e riceve Renzie, che poco dopo diventa il candidato unico alla presidenza del Consiglio. L'impeachment non viene neppure discusso, ma letto e liquidato dalla commissione in venti minuti netti. Un record mondiale. Un nuovo mistero per il romanzo d'appendice del Quirinale. Però, nonostante Napolitano abbia evitato un pubblico dibattito parlamentare sull'impeachment, cominciano a circolare voci insistenti sulle sue dimissioni a breve, dopo l'insediamento del nuovo governo.

Come l'impeachment sia così strettamente legato al passaggio da Letta a Renzi non è così facile da intuire, anche perché la cosa non placa i sospetti sul complotto ai danni di Berlusconi e soprattutto non è necessario ai fini delle dimissioni. In tutta quella storia, poi, Letta non c'entra nulla. Continua Grillo:

Ora, a pensar male si fa peccato, disse Andreotti, ma spesso ci si azzecca. Dei tre protagonisti del feuiletton, Prodi è candidato a succedere a Napolitano, De Benedetti è il primo sponsor di Renzie e Rigor Montis, che ha ritirato ad horas la fiducia del suo partitino a Letta è un possibile candidato per la presidenza di una Commissione Europea. Napolitano andrà in esilio nell'isola di Capri, incontrerà in piazzetta Scalfari sotto le spoglie dell'abate Faria, che gli spiegherà tutto del complotto, e preparerà la sua vendetta. Tornerà tra vent'anni, con maggiore esperienza e ultracentenario per la sua terza nomina a presidente della Repubblica. Vivat!

Tutta la ricostruzione sembra proprio di stampo complottista, in cui i conti riescono a tornare perché tutto il ragionamento viene condotto in modo che tornino. De Benedetti è stato sponsor di Renzi a Palazzo Chigi, ma la cosa è del tutto indipendente dal complotto di Napolitano. Prodi potrebbe salire al Quirinale al posto di Napolitano? Può essere, ma prima Napolitano dovrebbe effettivamente dare le dimissioni. E, comunque, bisogna pensare che Prodi abbia detto quello che ha detto calcolando tutto in anticipo? Monti, poi, avrebbe anche potuto mollare Letta e tifare Renzi senza che questo sia in nessun modo legato a Napolitano.

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