Renzi, cerca i voti del Pdl per spostare a destra l'asse del Pd.

Fa scandalo, l’appello di ieri a Verona di Matteo Renzi, che intende “stanare” gli elettori del Pdl, uno a uno. Lo sfidante di Bersani alle primarie del Pd che punta a Palazzo Chigi volge dunque lo sguardo alla prateria, ultimamente incolta ma sempre ampia, degli elettori delusi da Berlusconi e in cerca di nuovi approdi e fors’anche di un nuovo “salvatore della patria”.

Nel Pd c’è chi ride a denti stretti per un presunto autogol del sindaco di Firenze ma anche chi crede che con questa impostazione, il gioco cambia, con un finale di partita favorevole al centrosinistra Made in Renzi. Ci si dimentica che Renzi è soltanto l’ultimo, in ordine di apparizione, a cercare i voti del Pdl sfarinato: prima di lui ci hanno provato (e ci provano tutt’ora) Casini, Fini, Rutelli, gli ex Popolari nel Pd, su su fino a Di Pietro, Maroni e Montezemolo, e, perché no, lo stesso Grillo.

In verità, a parte lo sbriciolamento dell’ex partito del Predellino dovuto alla debacle berlusconiana, tutti questi cercatori dell’”oro” elettorale che fu del Cav, vogliono riportare questi elettori nel recinto della destra. Perché questo è il punto: al di là delle alterne vicende legate al “berlusconismo” e all’”anti berlusconismo" gli italiani – la maggioranza degli italiani – guarda a destra.

Una destra moderata, certo, ma sempre destra, in funzione di diga, ieri del comunismo ecc. ecc. e oggi del riformismo ecc. ecc. Berlusconi traduceva a modo suo questo concetto della diga anticomunista, ma una qualche verità c’era se milioni di italiani (la maggioranza) lo hanno votato, e non una volta sola.

Da qui il dilemma del Pd: partito a vocazione maggioritario? Partito socialdemocratico che si allea con un partito di centro? Partito fuori dall’area del socialismo europeo, quindi partito centrista a tutti gli effetti? Bersani (e D’Alema) sanno bene che una alleanza secca con la sinistra (Pd più Sel più spezzoni ex comunisti ecc.) riempie le piazze ma perde le elezioni e comunque non governa. Da qui le piroette, cercando di tener dentro Vendola più Casini ecc., in un infinito tentativo di arrampicarsi sugli specchi.

Ed ecco Matteo Renzi che tenta la quadratura del cerchio, cavalcando l’antipolitica che sbianchetta i matusa (D’Alema, Bersani, Veltroni, Marini, Bindi ecc, go home!), per avere mano libera, anche ideologicamente (fuori dalla storia del Pci e della Dc, ’68 addio! Ecc) e snaturare il Pd, tentandone l’ennesimo sdoganamento. A destra, s’intende. Tutto qui. Forse i prossimi giorni chiariranno meglio i connotati di questa operazione politica. E magari si scoprirà che non è tutta farina del sacco di Renzi…

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