Di Pietro corteggia Grillo: "Se vai da solo ti fregano"

L'estate se n'è ormai andata, ma visto che la situazione politica è parecchio incasinata è normale che qualcuno subisca ancora gli effetti tardivi di qualche colpo di sole. Sembra almeno il caso di Antonio Di Pietro, in preda a grandi giravolte: qualche mese fa aveva caldeggiato un'alleanza con i Beppe Grillo e i partiti della sinistra radicale ricevendo un netto 'no', in primis dal Movimento Cinque Stelle. Poi sembrava avesse cambiato idea, si fosse pentito delle tante sparate e stesse lavorando per tornare con il Pd. Adesso - a quanto riporta un'intervista del Fatto Quotidiano al boss dell'Idv - ha di nuovo cambiato idea, e riprova la carta dell'alleanza con il M5S.

Ma perché tutto ciò? La cosa più logica è immaginare che Di Pietro voglia approfittare delle difficoltà che sta attraversando il Movimento del comico genovese per buttargli un'ancora di salvezza, approfittando anche dei sondaggi che danno come molto alto l'apprezzamente per una possibile alleanza tra i due 'duri e puri' della politica italiana. Non solo: è anche probabile che dalle parti del Pd ormai non si prenda più in considerazione il ritorno all'ovile dell'ex pm - dall'altra parte Bersani è stato abbastanza chiaro a riguardo - e quindi sia obbligatorio cercare altre strade. Con buona pace dei progetti di Governo. E quindi, che ha detto Di Pietro per corteggiare Grillo?

"Se ci fosse la possibilità di coagulare il dissenso l’Idv se ne farebbe carico. Non intendo tirare in alcun modo la giacchetta al Movimento 5 Stelle, perché ha fatto la scelta di esprimere e raccogliere la protesta contro la vecchia politica. Noi dell’Idv, che la protesta l’abbiamo fatta prima di loro, diciamo solo: attenzione, di sola protesta si muore, bisogna costruire un’alternativa e aver il senso di responsabilità per mettere insieme tutte le forze che possono trovarsi intorno a un programma. Se stai da solo questi ti fregano, paradossalmente il voto di mera protesta toglie la possibilità alternativa"

Un po' di consigli da fratello maggiore, visto che loro la protesta "la facevano prima" e che hanno ambizioni di governo per "costruire l'alternativa". Sarà, ma il pensiero di Di Pietro e Grillo maggioranza relativa che formano il governo sembra - a seconda delle simpatie - o un'utopia, o un incubo.

"L’errore è personalizzare: Grillo oggi, come Di Pietro ieri. Chi vota l’uno o l’altro sta votando non la persona ma un’idea di politica diversa, personalizzare e ghettizzare il voto su Grillo o Di Pietro serve solo all’informazione malata. Anch’io quando ho fondato l’Idv ero da solo. Prova a seminare un campo di grano, all’inizio è un chicco di grano, poi da chicco nasce chicco. Ora anche il M5S si sta strutturando e radicando sul territorio. Un processo del genere va aiutato, non criminalizzato una cosa del genere"

Ma l'alleanza che Tonino va cercando non punta solo al Cinque Stelle, l'idea di formare un polo super-alternativo gli è rimasta, e per costruirlo si può ripartire da quella foto con tutta la sinistra radicale alla consegna delle firme per il referendum sull'articolo 18. Ma certo che se Tonino pensa di unire Grillo a dei vecchissimi politicanti rimasti al 20° secolo come Bonelli, Diliberto e Ferrero, si sbaglia di grosso.

Sto cercando di trovare una via per costruire un’alternativa, una massa critica alternativa. E non parlo solo di Grillo, anche la raccolta di firme per il referendum contro la riforma Fornero del lavoro va nella stessa direzione, una proposta di programma politico ma anche un messaggio ai partiti che a parole dicono sempre di voler stare dalla parte dei più deboli. Con chi vuoi stare, con D’Alema che vuole Casini al governo e dunque rafforzerà la riforma Fornero o con noi?

Difficile non pensare a Renzi e al suo giudizio sulla 'sinistra che non governerà mai'. Ma Di Pietro ha già pronta la risposta:

Renzi, piuttosto, ci dica se un lavoratore che viene illegittimamente licenziato debba essere o no reintegrato sul posto di lavoro se una sentenza riconosce che è stato leso un suo diritto. Questo è il punto. Bisogna dire da che parte si sta.

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