Governo Renzi | Rodotà: "Partita che si gioca dentro un'oligarchia"

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Stefano Rodotà ha deciso di dire la sua sul nascente governo Renzi. Ed ha scelto di farlo attraverso un'intervista rilasciata al quotidiano L'Unità.

Il professore non è tenero con il Partito Democratico e con il suo leader. A suo avviso, la modalità messa in campo per risolvere la crisi potrebbe rivelarsi un'aggravante del problema. Innanzitutto ci sarebbe stata una caduta di stile nei confronti del premier uscente, Enrico Letta. Rodotà, a tale riguardo, ha sottolineato di aver espresso un disaccordo politico profondo nei confronti dell'esecutivo precedente. Tuttavia, l'atteggiamento ambiguo di Renzi e del Pd verso Letta è stato un colpo basso e non pienamente giustificato.

Per Rodotà non ci sarebbe nessuna staffetta perché la maggioranza rimane più o meno la stessa e del programma non si sa nulla. Dunque, tutta l'operazione appare opaca: "Era inadeguato Letta e andava sostituito da un premier con più vitalità e capacità mediatiche? Non mi convince".

Il costituzionalista non si ferma qui e rincara la dose: "La sensazione è di una partita che si gioca all’interno di un’oligarchia: cambiano le posizioni su convenienze del brevissimo periodo".

Quello che manca per uscire dalla formula delle grandi intese, incominciata con l'esecutivo Monti, è un progetto politico. Per Rodotà non si cancella la cattiva riuscita, formale e sostanziale, dei governi Letta e Monti con l'imposizione di una personalità forte, a furor di primarie.

Il professore esprime anche qualche riserva sulla tanto decantata vittoria renziana ai gazebo. Il rottamatore ha vinto senza bisogno combattere, grazie ai disastri causati dalla precedente classe dirigente. Tutto ciò, però, non serve a colmare il difcit democratico e il logaramento tra istituzioni e cittadini. Si è votato un uomo, una speranza, più che un programma.

Inoltre, governare fino al 2018 con Alfano non lascia presagire grandi possibilità per una politica costituzionale e una politica sociale necessarie al paese. Rodotà confessa di aver apprezzato le posizioni di Renzi sul ius soli e unioni civili. Tuttavia, questi temi potranno essere difficilmente realizzati in una maggioranza in cui trovano cittadinanza opinioni come quelle di Formigoni.

Infine, il costituzionalista ha espresso un giudizio negativo sulla scleta del Movimento 5 Stelle di non recarsi alla consultazioni: "Alle istituzioni si deve rispetto: è sbagliato coinvolgerle in polemiche che riguardano le persone. Se esistono procedure consolidate nella storia repubblicana, vi si entra con rispetto".

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