Venerdì di proteste anti Occidente, scontri e ambasciate assediate

Non si placano le proteste nei paesi islamici con i fondamentalisti ancora in piazza per dare vita a manifestazioni anti-Occidente. Il pomo della discordia continua ad essere il film Innocence of Muslims, la satira anti-religiosa che ha dato il via alle violente contestazioni di fronte all'ambasciata de Il Cairo e a quelle contro il consolato USA di Bengasi, in Libia. Le autorità americane sono sempre convinte che l'attacco nel quale hanno perso la vita l'ambasciatore Stevens, un agente segreto e due marines sia stato in realtà un vero e proprio atto terroristico da parte di Al Qaeda che ha utilizzato il caos causata del film. Le proteste in corso in queste ore hanno invece una chiara natura di contestazione a quella che è ritenuta dal mondo islamico più integralista una provocazione inaccettabile.

Tanti i paesi nei quali si registrano disordini: Iraq, Qatar, Egitto, Yemen, Giordania, Afhanistan, Iran e Indonesia. Qui la mappa con tutte le proteste in corso. A Khartoum, in Sudan, i manifestanti hanno attaccato l'ambasciata tedesca, gli scontri avrebbero causato almeno un morto fra la popolazione civile, ma anche la sede diplomatica inglese è finita nel mirino delle proteste. Segnale che l'obiettivo è genericamente l'Occidente, non soltanto gli Stati Uniti.

Nonostante nelle ultime ore anche Hillary Clinton si sia espressa criticando duramente il film il mondo islamico è un subbuglio. A Tripoli gli scontri con le forze di sicurezza hanno portato alla morte di una manifestante e al ferimento di altri due, ad Islamabad i dimostranti stanno puntando all'ambasciata USA mentre a Tunisi è stato dato fuoco al giardino che circonda l'edificio diplomatico, nonostante l'intervento massiccio della polizia.

A Damasco i sostenitori del presidente al-Assad, attaccato da Obama e dalle organizzazioni internazionali negli scorsi mesi per il modo in cui sta reprimendo la rivolta contro il suo regime, stanno manifestando all'esterno dell'ambasciata USA mentre in Yemen l'esercito è dovuto intervenire per allontanare un folto gruppo di persone intenzionato ad entrare nel perimetro dell'edificio diplomatico di San'a'.

Il The Atlantic Wire ha realizzato una mappa che ricapitola la situazione, il numero di proteste è impressionante:


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