Commissione Ue non aspetta Renzi. A rischio clausola investimenti

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Matteo Renzi oggi ha indicato il suo programma di governo. Più che un programma sembra un libro dei sogni. In ogni caso, il punto è un altro. Alla Commissione europea non si ridisegna l'agenda delle priorità in base alle vicende dell'Italia. Oggi è fissata la scadenza della clausola per gli investimenti produttivi e i dati italiani non sono ancora pervenuti a Bruxelles.

A rimarcarlo è stato il portavoce di Olli Rehn, commissario Ue agli Affari monetari: "La scadenza è oggi non ho novità sul fatto che questi dati siano stati ricevuti e non ho informazioni su una presentazione in arrivo".

Gli accordi sono chiari


I numeri, tanto attesi, sono quelli relativi alla spending review, ovvero quelli inerenti alla revisione della spesa pubblica. L'imperativo prescritto dalla Troika, al nostro paese, è riassumibile in questa dichiarazione di Rehn: "l'Italia deve fare uno 0,4% del Pil di sforzi strutturali per assicurare l'obiettivo della riduzione del debito". Obiettivo raggiunto? Difficile dirlo per il momento.

Oggi Saccomanni (ministro dell'Economia del governo uscente) dovrebbe partecipare ad un vertice europeo per tranquillizzare la Commissione. Ma se i dati non verranno presentati, non ci saranno comunque deroghe .Inoltre, per potere utilizzare la clausola bisogna stare nei parametri fissati sia sul debito sia sul deficit, gli accordi sono chiari.

Clausola per gli investimenti e vie di fuga


Attenzione, però, un escamotage ci sarebbe. Ma è molto pericoloso. Si potrebbe praticare quella che viene definita una "violazione consentita". Ovvero aggirare la cogenza della clausola per un anno. A quel punto il rischio sarebbe quello di tornare sotto procedura per eccesso di deficit e per riduzione del debito nel 2015.

La clausola è una spesa pianificata dai singoli paesi, finalizzata a progetti co-finanziati dall'Unione Europea. Consente una diversione di un anno dall'obiettivo di pareggio di bilancio. Per accedere, è necessario attenersi alla regola del deficit e quella del debito. Il deficit deve attestarsi sotto la soglia del 3%. Il debito, eccedente sopra il 60%, va diminuito e l'Italia non ha per ora rispettato questo secondo parametro. Per questo motivo. nel novembre scorso, l'utilizzazione della clausola per gli investimenti produttivi è stata rifiutata all'Italia.

I dubbi procedurali sui meccanismi che stanno dietro al "bonus" sono molti. Al di questo, però, sottolineiamo che se la clausola non fosse attivata, la partenza spumeggiante prevista da Renzi avrà qualche difficoltà.

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