Della Valle stronca Marchionne e la Fiat, Montezemolo si arrabbia: "Critiche inaccettabili"

Diego Della Valle attacca la Fiat e il suo amministratore delegato Sergio Marchionne con parole durissime. L'ultimo comunicato stampa diffuso dall'azienda, pronta ad archiviare il "presunto" progetto "Fabbrica Italia", stanno creando un notevole allarme fra lavoratori e sindacati, ma in pochi si attendevano un'uscita tanto diretta dal proprietario di Tod's. Il suo pensiero è tranchant, soprattutto tenendo conto della posizione ricoperta da Della Valle, socio di Montezemolo in Ntv e parte del consiglio d'amministrazione anche in Tod's.

Continua questo ridicolo e purtroppo tragico teatrino degli annunci ad effetto da parte della Fiat, del suo inadeguato Amministratore Delegato e in subordine del Presidente. Assistiamo infatti da alcuni anni a frequentissime conferenze stampa nelle quali, da parte di questi Signori, viene detto tutto e poi il contrario di tutto, purché sia garantito l’effetto mediatico, che sembra essere la cosa più importante da ottenere, al di là della qualità e della coerenza delle cose che si dicono

Una critica a 360°, roba che nemmeno la Camusso.

Con il comunicato rilasciato ai giornalisti oggi, Marchionne e Company hanno superato ogni aspettativa riuscendo, con alcune righe, a cancellare importanti impegni che avevano preso nelle sedi opportune nei confronti dei loro dipendenti, del Governo e quindi del Paese. Ma si rendono conto questi supponenti Signori dello stato d’animo che possono avere oggi le migliaia di lavoratori della Fiat e i loro familiari di fronte alle pesanti parole da loro pronunciate e alle prospettive che queste fanno presagire? Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l’Italia o la crisi (che sicuramente esiste): il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo Amministratore Delegato. Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate o, peggio ancora, le scelte più convenienti per loro e i loro obiettivi, senza minimamente curarsi degli interessi e delle necessità del Paese.



Da Della Valle arrivano anche accuse sugli aiuti statali (diretti ed indiretti) ricevuti nel corso degli ultimi decenni da Fiat, ma soprattutto un "distinguo": gli imprenditori italiani seri sono altra cosa.

Il Paese alla Fiat ha dato tanto, tantissimo, sicuramente troppo. Pertanto non cerchino nessun capro espiatorio, perché sarà solo loro la responsabilità di quello che faranno e di tutte le conseguenze che ne deriveranno. È bene comunque che questi “furbetti cosmopoliti” sappiano che gli imprenditori italiani seri, che vivono veramente di concorrenza e competitività, che rispettano i propri lavoratori e sono orgogliosi di essere italiani, non vogliono in nessun modo essere accomunati a persone come loro.

Non era immaginabile un commento del genere, di certo non se lo immaginava nemmeno il socio di Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo che con il "re" delle scarpe Made in Italy condivide la paternità del progetto per la concorrenza a Trenitalia sull'alta velocità, il consorzio Ntv con il suo treno Italo.

Espressioni come quelle usate da Diego sono assolutamente inaccettabili e non dovrebbero mai far parte di una dialettica tra imprenditori. Tanto più che coinvolgono imprenditori che in settori diversi affrontano una difficile competizione su mercati mondiali

Il nuovo Della Valle "sindacalista" piace pochissimo al suo socio in affari.

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