Governo Renzi, programma: la riforma del lavoro. I punti principali

La riforma del lavoro del governo Renzi. Contratto a tempo indeterminato unico, sussidio di disoccupazione universale, lotta ai contratti atipici e nuova legge di rappresentanza sindacale.

Il governo Renzi è pronto a partire - sempre che si risolva il rebus totoministri - e il premier incaricato ha anche già indicato quale sarà il suo programma. In questo, ovviamente, un ruolo fondamentale ce l'hanno le riforme in campo economico, e in particolar modo le riforme per quanto riguarda il mondo del lavoro. Un aspetto cruciale per Renzi, sul quale si baserà il successo o meno della sua prima esperienza di governo, e che d'altra parte era già il suo cavallo di battaglia con il lancio del jobs act.

Un piano necessariamente superato, visto che ora la fretta si impone e non c'è più modo di lavorare con calma a un piano così articolato. Quella che Renzi ha in mente è una riforma lampo, entro marzo, i cui punti - molti dei quali proprio dal jobs act provengono - sono già stati decisi: nuovo contratto a tempo indeterminato, sussidio di disoccupazione universale, riforma dei centri per l'impiego, nuova legge di rappresentatività delle imprese, lotta ai contratti atipici e altro ancora. Ecco i punti principali.

Il contratto unico a tempo indeterminato dovrà essere quello di base per tutte le assunzioni. E però, le tutele saranno crescenti: le tutele per il lavoratore garantite dall'articolo 18 scatteranno infatti solo tre anni dopo l'assunzione. Per le imprese che assumono è previsto uno sgravio fiscale. Si tratta, insomma, di un nuovo contratto di apprendistato ma non vincolato, pare di capire, all'età del neoassunto.

I contratti flessibili saranno ancora possibili, ma solo per esigenze produttive dell'azienda, non come tattica per risparmiare. Come nel caso della lotta contro le finte partite iva e i finti contratti a progetto del ministro Fornero, il punto fondamentale è come controllare che un'azienda abbia effettivamente esigenze produttive che giustificano un contratto a progetto o simili, o se stia invece solo puntando al risparmio. I contratti flessibili avranno comunque estensione delle tutele per malattia e maternità.

Il sussidio di disoccupazione universale per chi perde il lavoro sarà uguale per tutti, con l'obbligo di seguire corsi di formazione per essere ricollocato. Questo punto dovrebbe andare a sostituire la cassaintegrazione. Contestualmente, ci sarà anche una nuova legge sulla rappresentatività sindacale. L’idea è di seguire il modello tedesco, facendo entrare i rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazione delle aziende. Gli industriali disapprovano, i sindacati - con sfumature diverse - sarebbero d’accordo; secondo Renzi probabilmente si tratta del modo migliore per “constringere” Cgil e compagnia ad ammodernarsi.

Riforma dei centri per l'impiego, coordinati e indirizzati da una Agenzia unica federale, con l'obbligo di rendicontazione delle spese sostenute per la formazione e introduzioni di standard di performance.

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