Legge elettorale: perché al PD fa comodo il Porcellum

nuova legge elettorale
Nessuno nel PD lo dirà mai apertamente, ma il motivo per cui le trattative sulla riforma elettorale si sono arenate e Bersani non ha intenzione di schiodarsi dalle condizioni che ha posto è che senza un accordo tra i partiti al 99% si andrà a votare con la legge attuale, e il Porcellum di Calderoli, per come stanno le cose, piace al Partito Democratico. Sicuramente più di un sistema alla tedesca o di un maggioritario.

Il paradosso è che a volere a tutti i costi cambiare l'attuale legge elettorale sono proprio i tre partiti che la fecero approvare nel 2006, ovvero Pdl, Udc e Lega (a cui va aggiunta anche Fli), mentre il PD che l'ha sempre osteggiata adesso se la terrebbe. Al momento infatti il partito di Bersani è nettamente avanti nei sondaggi, quindi si prenderebbe il premio di maggioranza alleandosi con Sel, e magari anche con l'Idv. In più, come bonus, potrebbe usufruire della possibilità di "nominare" i parlamentari, una caratteristica del Porcellum sempre criticata in pubblico ma a cui in realtà i partiti non vogliono rinunciare.


Per fare questo, il PD è disposto a scommettere che Udc e Pdl non trovino l'accordo (o quantomeno la maggioranza in aula) sul sistema proporzionale tedesco. In questo caso, oltre alla reintroduzione delle preferenze, su cui il PD potrebbe anche cedere, quello che non piace è il premio di maggioranza più basso e soprattutto il fatto che le alleanze si decideranno dopo le elezioni sulla base dei risultati. Con la seria possibilità che l'unica maggioranza possibile sia una grande coalizione che replichi il governo Monti: un'ammucchiata che darebbe all'Udc il ruolo di ago della bilancia, permetterebbe al Pdl di restare al governo ma ovviamente svantaggerebbe il Pd che punta ad andare al governo da solo o comunque in posizione dominante.

C'è però una terza via, per quanto remota, proposta da Michele Ainis sul Corriere della sera con un articolo che sembrava tanto un consiglio a Monti. Il governo potrebbe intervenire con un decreto legge per annullare il porcellum e ripristinare il Mattarellum, la legge elettorale maggioritaria e per un quarto proporzionale con cui siamo andati al voto dal 1994 al 2001. Una soluzione che permetterebbe di avere una legge già pronta per l'uso, che ha sempre garantito governabilità. In questo modo Monti impedirebbe una riforma elettorale alla vigilia delle elezioni, con lo scopo di modificarne il risultato,ma scontentebbe tutti i partiti o quasi: sarebbe contenta solo l'Idv che ha già presentato una proposta analoga.

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