Bersaglio Mobile, Luigi Di Maio (M5S) e Roberto Giachetti (PD): il confronto tra le consultazioni con Renzi e la legge elettorale

Il confronto televisivo moderato dal giornalista Enrico Mentana.

Questa sera, Enrico Mentana ha sfidato il Festival di Sanremo, andando in onda con uno speciale di Bersaglio Mobile, programma di approfondimento politico in onda su La7. Durante la puntata di stasera, oltre all'intervista di Alan Friedman al presidente del consiglio incaricato e segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, in studio, è avvenuto un confronto tra Roberto Giachetti, vice-presidente della Camera per il PD, e Luigi Di Maio, vice-presidente della Camera per il Movimento Cinque Stelle.

Queste sono state le parti salienti del loro confronto.

Giachetti ha esordito, affermando che la decisione di Matteo Renzi di "sfiduciare" Enrico Letta è stata necessaria:

Letta, due mesi prima, aveva avuto fiducia su un programma ambizioso. Dopo due mesi, le ambizioni sono rimaste al palo. Il paese è in una situazione difficile ed è un fatto obiettivo. Bisognava dare uno "scrocchio", una svolta reale. Renzi ha un pregio: non ha responsabilità di ciò che è accaduto in Italia fino ad oggi e ha voglia di fare qualcosa per questo paese.

Di Maio, però, è convinto che l'arrivo di Renzi non cambierà la situazione perché la maggioranza di Renzi sarà la medesima di Letta ha beneficiato, aggiungendo che anche Renzi ha le proprie responsabilità sulle decisioni sbagliate dell'ultimo esecutivo:

La domanda è: "Renzi, cosa cambia?". Cambiando la persona, non cambiano le cose. Il metodo è lo stesso: cittadini fuori dalle decisioni, partiti che tradiscono gli elettori. Renzi fa politica da 10 anni: i 13 renziani del Parlamento hanno avuto molte responsabilità. La maggioranza di Letta, che ha fatto il condono alle slot machine e i 7 miliardi e mezzo alle banche, sarà la stessa di Renzi. Il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto molti risultati dall'opposizione: votiamo anche proposte buone dalla maggioranza ma non entriamo nei loro giochi.

Di Maio ha anche spiegato perché era contrario alle consultazioni con Renzi:

Se devo fare consultazioni, vado dal vero capo del governo, l'ingegner De Benedetti, capo del gruppo Espresso. Andare da Renzi che ci fa promesse, non conta niente. In questi mesi abbiamo visto il PD votare delle porcate.

Giachetti ha replicato, affermando che non è vero che le persone non possono cambiare la situazione seppur con la stessa maggioranza:

Le persone non saranno le stesse, alcune saranno uguali ma le persone fanno la differenza. Vedremo all'opera la squadra di Renzi.

Di Maio, dal punto di vista del Movimento Cinque Stelle, ha ribadito i motivi per i quali non vogliono stringere alleanze:

Le dinamiche sono uguali. Serve un'evoluzione della politica. Non ci si può candidare con quelli che hanno ridotto l'Italia così. I fatti si fanno in aula, nei dibattiti si fanno tutti belli e poi fanno i danni in aula. Questo ci ha reso diffidenti. Non ci alleiamo a prescindere. Ogni tanto votiamo qualcosa insieme ma la percentuale è bassa.

bersaglio mobile

Giachetti ha affermato che in una maggioranza si è costretti ad ingoiare qualche boccone amaro:

Quando sei in una opposizione, è facile: basta dire sempre no. Se si sta in una maggioranza, ogni tanto devi votare cose con le quali non sarai d'accordo. Ho fatto le mie battaglie.

Di Maio non la pensa allo stesso modo:

Io me ne andrei al movimento, se succedesse una cosa simile.

Parlando della legge elettorale, Roberto Giachetti ha dichiarato che la svolta è arrivata soltanto grazie a Matteo Renzi:

Se la legge elettorale è andata in aula il 27 gennaio e se ne discute in modo concreto è solo grazie a Renzi, facendo un'alleanza con Forza Italia perché era impossibile farla con altri.

Di Maio ha fortemente criticato l'Italicum, dichiarando che la legge elettorale che il M5S sta preparando con i cittadini on line sarà pronta prima di quella di Renzi e Berlusconi:

La legge elettorale la stiamo facendo e sarà pronta prima la nostra che quella di Renzi-Berlusconi. I cittadini stanno votando punto per punto sul web. Presenteremo questa legge in aula. Anche questa nuova legge sarà completamente incostituzionale. Noi l'abbiamo subito detto, di fare un'altra legge elettorale e di andare a votare perché non c'erano i presupposti per un governo. Tra due settimane, la nostra legge è pronta.

Giachetti ha criticato l'abitudine del Movimento Cinque Stelle di criticare il modus operandi degli altri partiti:

Io ho profondo rispetto per i metodi del movimento. Non sono d'accordo quando alcuni dei miei banalizzano il web. Quello che è meno gradevole è che non si rispetta il fatto che gli altri partita hanno una modalità diversa. Sembra che la loro sia la volontà popolare.

Di Maio ha prontamente replicato:

Non condividiamo il loro metodo. Non si può accettare un accordo tra Renzi e Berlusconi.

Ritornando alla legge elettorale, Giachetti ha criticato il comportamento del movimento di Beppe Grillo:

Renzi ha presentato le tre proposte: il ritorno al Mattarellum al M5S, il modello spagnolo a Forza Italia e l'elezione del "sindaco" alla maggioranza. La linea del M5S era ritorno al Mattarellum: Grillo ha subito sconfessato questa linea.

Di Maio, quindi, ha spiegato il motivo del rifiuto di Grillo:

Renzi ha proposto un Mattarellum che allargava il premio di maggioranza e non era quello del '93. Così abbiamo deciso di rivolgerci ai cittadini. E' uscito fuori un altro Porcellum. Con questa legge, vince chi perde. Noi vogliamo vincere senza artifici.

Nel corso della puntata, infine, Mentana ha comunicato che gli iscritti del M5S hanno dato parere favorevole alle consultazioni con Matteo Renzi.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO