Governo Renzi, il programma: la riforma del fisco

Il programma di Matteo Renzi e la riforma del "mese di maggio", quella del fisco.

La marcia del governo Renzi, che nel suo programma ha promesso una riforma al mese, prevede per il mese di maggio la riforma del fisco. Uno dei capitoli più attesi, assieme alla riforma del lavoro, perché è attraverso queste due leve che si può tentare di far ripartire il paese, creando le condizioni perché le imprese tornino ad assumere e magari liberando sia imprese che lavoratori da un carico fiscale eccessivo. Detto così, sembra già tutto lettera morta, visto che è quanto qualunque governo insediato abbia sempre promesso e mai mantenuto.

Di certo l'aspettativa nei confronti di Matteo Renzi è superiore al solito, nella speranza mai sopita che qualcuno, prima o poi, riesce a fare le mosse necessarie a creare le condizioni perché l'Italia riprenda la marcia. E quindi, quali sono i punti principali della riforma del fisco firmata Matteo Renzi?

Non può mancare la lotta all'evasione fiscale, da portarsi a compimento attraverso un piano di fedeltà fiscale che punta al recupero di 30-35 miliardi di gettito evaso. Come recuperare queste risorse? Attraverso una tracciabilità dei pagamenti con tetto a 500 euro per il contante (adesso è di mille) ed estensione di obblighi di pagamento elettronico. Nei contratti tra le aziende, e tra le aziende e la pubblica amministrazione, ci sarà l'obbligo di fattura elettronica. Tutti i contribuenti dovranno fare la dichiarazione patrimoniale e sarà incoraggiato uno stretto coordinamento tra guardia di Finanza, agenzia delle Entrate ed Equitalia.

Ci sarà poi una detassazione dell'Irpef per i redditi medio-bassi: un taglio di 50 euro al mese di tasse per chi guadagna meno di duemila euro al mese. Costa tra gli otto e dieci miliardi e si può finanziare con il recupero del gettito fiscale evaso. Inoltre, previsto un taglio dell'Irap del 10% per le imprese che assumono, finanziato con l'aumento delle tasse sulle rendite finanziarie.

Le rendite finanziarie infatti saranno tassate non più al 20%, ma al 22% (esclusi bot, btp, cct che resteranno al 12,5%). Sugli immobili potrebbe invece esserci al massimo una semplificazione del complesso sistema Imu-Iuc-Tasi-Tari. Si parla tanto anche di una possibile patrimoniale, ancora da definire, ma su questo punto ci sarà da fare una dura lotta per convincere Angelino Alfano, che si è già detto assolutamente contrario.

Italian Democratic Party PD National Assembly

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