Governo Renzi: i numeri della maggioranza in Parlamento

Anche al Senato Renzi dovrebbe poter contare su una maggioranza abbastanza solida. Soprattutto se arriverà il "soccorso azzurro".

Il governo Renzi sta già lavorando (anche se ancora mancano i ministri) a un programma decisamente ambizioso, ma per riuscire a portare a compimento qualcuna delle tante riforme promesse, è indispensabile avere, come requisito minimo, una maggioranza solida. Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci, la maggioranza che sosterrà Renzi è sostanzialmente quella che ha sostenuto Letta nella seconda fase del suo governo. La differenza principale sta nel fatto che con Forza Italia si continuerà a lavorare su riforma elettorale e nuovo Senato, mentre da parte di Sel potrebbe arrivare qualche appoggio su misure ben precise.

Quali sono i numeri del governo Renzi in Parlamento? Alla Camera, come noto, la maggioranza non è un problema, il Partito Democratico da solo ha 293 seggi su 630 totali, anche l'appoggio della sola Scelta Civica sarebbe sufficiente per avere una maggioranza abbastanza solida. Il rebus dei numeri, infatti, è tutto al Senato, dove la maggioranza è fissata a quota 161.

Il Partito Democratico può contare su 108 voti, ai quali - come confermato durante le consultazioni - si aggiungono Scelta Civica (8 voti), Popolari per l'Italia (12 voti, è la costola di Scelta Civica nata attorno a Mario Mauro), i 12 delle Autonomie (Svp, Psi, ecc), i 31 del Nuovo Centrodestra e i 4 ex del Movimento 5 Stelle confluiti nel misto. Il totale fa 184. E già questa è una maggioranza abbastanza solida, paradossalmente ancora più solida di quanto sembrerebbe dal momento che almeno 3 di questi gruppi molto difficilmente riuscirebbero a conquistare numeri simili al Senato se si tornasse a votare (sempre che riescano a eleggere qualcuno).

A rafforzare ulteriormente la posizione di Renzi potrebbe essere Silvio Berlusconi. Non perché disposto a offrirgli l'appoggio esplicito di Forza Italia, ma perché disposto a fornirgli l'aiuto degli 11 senatori delle Grandi Autonomie e Libertà, gruppo gemello di Fi. La stima di Berlusconi per Renzi è ormai nota, forse è addirittura ricambiata. Ed ecco che per dare una mano al governo di colui che probabilmente il Cavaliere vede come suo erede è disposto a far arrivare il soccorso azzurro. Se così sarà, la maggioranza renziana salirà a quotà 195. Una maggioranza solida. Anche se si dovessero davvero tirare fuori i sei senatori che fanno riferimento a Pippo Civati (rischiando l'espulsione dal Pd).

Quando si voterà la fiducia? Difficile a dirsi adesso, visto che prima sarà necessario portare a termine le consultazioni, riuscire a completare il totoministri con una rosa definitiva, prestare giuramento dal presidente della Repubblica e poi procedere al voto di fiducia alla Camera e al Senato. Prima della fine della prossima settimana, insomma, sarà difficile.

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