Botta e risposta tra Marina Berlusconi e Repubblica sulle foto di Kate Middleton

Ed ecco come una vicenda che con l'Italia sembrava non avere nulla a che fare - le foto in topless della principessa britannica Kate Middleton pubblicate dalla francese Closer - diventa l'occasione per tornare su un evergreen italico: il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi. Aggiungendo un altro capitolo alla saga della lotta tra Marina Berlusconi e Repubblica. Il tutto comicia quando salta fuori che Closer fa parte del gruppo Mondadori di cui Marina è presidente, e quando si viene a sapere che anche Chi, sempre gruppo Mondadori, pubblicherà le foto incriminate nel numero in edicola oggi. Francesco Merlo di Repubblica vede in tutto questo 'l'ultima trincea' del conflitto d'interessi del nostro ex-premier.

Il padrone della Mondadori infatti ha detto no alla richiesta di Buckingham Palace, vale a dire di uno Stato amico e persino complice, di non pubblicare le foto a seno nudo della principessa Kate, così portando finalmente al suo trionfale esito il famoso conflitto di interessi. Già in passato Berlusconi aveva perso l'amicizia di Sarkozy permettendo che i suoi giornali sbertucciassero Carla Bruni, poi aveva dato della culona alla Merkel... È sempre la misoginia che lo tradisce, la sua e quella dei suoi Signorini che sempre battono sul dente che duole: la donna caricatura, la donna bersaglio, la volgarità sulla donna e contro la donna spacciata per libertà di stampa. Ma ora che tocca alla principessa inglese è chiaro che nessun ambasciatore occidentale gli stringerà di nuovo la mano. Berlusconi di nuovo non si accorge che la bottega di un gossiparo non è compatibile con lo statista, capo del partito di maggioranza, ex premier ed aspirante premier



Il conflitto d'interessi è evidente

: il Cavaliere non è solo a capo della principale casa editrice italiana, ma è anche - ovviamente - un politico. Ragion per cui nel momento in cui Buckingham Palace gli chiede di intervenire, i due piani si mischiano clamorosamente. A questa accusa replica la presidente Marina e figlia prediletta, in una lettera a Repubblica.

Primo: mio padre si occupa di politica, e con tutto il rispetto ha altro cui pensare che a un servizio fotografico. Secondo: la Mondadori, di cui sono presidente, è una casa editrice che impiega nel modo migliore quella libertà e autonomia che gli azionisti le hanno sempre doverosamente riconosciuto, e anche in questa occasione si è limitata a fare il suo mestiere. C'è da non credere ai propri occhi leggendo come Merlo provi disinvoltamente a invertire i ruoli di vent'anni di persecuzione giornalistica. Che cosa avrebbe dovuto fare, secondo lui, mio padre? Per rispetto della privacy della duchessa e badando solo ai propri interessi di uomo politico, avrebbe dovuto calpestare l'autonomia editoriale della Mondadori, avrebbe dovuto costringerla a non pubblicare quello che la stragrande maggioranza di giornali di gossip, in ogni parte del globo, avrebbe fatto a gara per pubblicare. Ma Merlo non si rende conto che accusa mio padre di non aver fatto proprio quello che da vent'anni gli viene contestato di fare, lo accusa di non aver mescolato la politica con le imprese?

C'è da dire che la Berlusconi un punto lo centra: nel momento in cui il Cavaliere avesse bloccato le foto per non compromettere i suoi rapporti politici con un altro paese non avrebbe 'calpestato' la libertà della Mondadori di pubblicare quello che ritiene opportuno per salvaguardare i suoi interessi di politico? E la scelta di non intervenire, non è invece quella migliore? Il problema però è uno: Berlusconi non ha mai risolto il suo conflitto. Il che fa sì che ogni volta che ogni volta in cui i due piani si mischiano, le sue mosse non sono mai quelle giuste. Ma Francesco Merlo, nella replica alla lettera, sottolinea anche altro.

Per proteggere il proprio padre da se stesso, una brava figlia gli avrebbe consigliato di fare una telefonata all'ambasciatore inglese per avvisare Sua Maestà che le foto erano state bloccate dall'uomo che per vent'anni ha rappresentato l'Italia nel mondo. Suo padre (...) avvisò, Piero Marrazzo di certe immagini che non aveva fatto pubblicare. Legga quel che sta dicendo di Silvio Berlusconi l'ex premier John Major, un conservatore riservato e molto misurato, e capirà che la duchessa, per un leader politico come suo padre, non è solo una giovane donna ma è un'istituzione, la storia di una patria austera, il futuro di un Paese.

La tesi di Merlo è che Berlusconi, in quanto ex premier e capo de facto della Mondadori, avrebbe dovuto bloccare delle foto che ledono la privacy e la dignità di una 'istituzione'. La tesi di Marina Berlusconi è che - se così avesse fatto - il Cavaliere avrebbe messo in pratica proprio quel conflitto di interessi di cui lo si accusa. Chi ha ragione?

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