Renzi, premier o “Re travicello”? L’ombra lunga del Cav

Ostenta sicurezza e gioca a tutto campo Matteo Renzi, dal tradizionale incontro al Colle con Napolitano, all’inconsueto meeting in streaming con Grillo, al faccia a faccia a porte chiuse con Berlusconi. Ce n’è per tutti i gusti, con sbocchi futuri imprevedibili, dove la politica si mischia alla fantasia, con gli italiani assenti e disgustati dalla fuffa mediatica e dai giochi di Palazzo.

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Matteo Renzi, la cui ascesa alla guida del governo – come scrive Barbara Spinelli – ha il sapore di certi cambi di guardia al Cremlino, brucia i tempi per occupare la poltronissima di Palazzo Chigi pur nel groviglio di nodi vecchi e nuovi che acuiscono i conflitti interni ai partiti (PD in primis) e alimentano perplessità per non dire vivissimo allarme, per l’ombra lunga dei rapporti del prossimo premier con Silvio Berlusconi.

Renzi risponde a brutto muso ad Alfano che chiede un incontro sul programma: “Sono allergico ai vertici di maggioranza. Se vogliono vedersi si vedano, io ho oltro da fare”. Lo stesso Renzi però trova il tempo per chiudersi in stanza – soli soletti - con il vecchio leader di Forza Italia. I setti minuti segreti fra il leader del Pd e il leader di Forza Italia pesano come un macigno sulla formazione del nuovo esecutivo e sulle prospettive.

La domanda s’impone: ci sarà una maggioranza ombra con il Cav “burattinaio” del nuovo governo? Dal patto del Nazareno all’incontro a due di ieri, c’è una escalation nel rapporto fra l’ex premier e il premier in pectore da far temere uno sbocco finale allarmante: il patto non scritto fra Renzi e Berlusconi (e Verdini) per quella “Seconda maggioranza” che potrebbe intervenire e rafforzare il governo quando il 2018 sarà più vicino.

Insomma, Berlusconi – interessato a un governo "amico" per le sue aziende e per le sue questioni personali - è pronto da subito ad assicurare in Parlamento (e non solo) l’appoggio dei suoi a Renzi in caso di bisogno, per un iter tracciato dove alla fine non si capisce se chi siede a Palazzo Chigi è vero premier o “Re travicello”.

Poi, alla luce del sole avviene quel che già si sa: il nuovo governo nasce ufficialmente con la stessa maggioranza del precedente governo Letta, con i voti decisivi di Alfano&C (oltre che dei senatori della minoranza Pd). Quel che però preoccupa di più è, appunto, il possibile soccorso berlusconiano. Soccorso dal sapore di un sinistro avvertimento, o, chiamando le cose per nome, di una cupa minaccia.

Intanto il trenino va: sabato i ministri, lunedì la fiducia. Chi vivrà vedrà. E l’Italia aspetta.

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