Governo Renzi, vertice di maggioranza: non c'è l'accordo

Niente accordo sul programma nel primo vertice tra i nove partiti che sostengono la maggioranza.

Niente accordo sul programma nel primo vertice di maggioranza tra i nove partiti che sostengono il nascente governo Renzi. Da quello che si capisce, si è trattato di un completo nulla di fatto, tutto rimandato, e probabilmente dovrà essere il premier incaricato a occuparsi della cosa in prima persona. A bloccare un possibile accordo scritto sui punti principali del programma è stata l'impasse sulla legge elettorale.

Il Nuovo Centrodestra vuole che il varo dell'Italicum sia subordinato all'abolizione del Senato, cosa che Matteo Renzi ha promesso ma sul quale il Pd non se la sente di sottoscrivere alcunché. Anche perché l'accordo sull'Italicum ha come protagonista Silvio Berlusconi, che invece vuole che la riforma della legge elettorale sia una priorità rispetto a tutto il resto. E, in effetti, lo stesso Renzi ha detto che sarà il mese di febbraio quella della legge elettorale, difficile quindi pensare che si possa rispettare il calendario anteponendo a essa le altre riforme.

Il poco ottimismo di facciata che è stato mostrato dai partecipanti al vertice è stato rovinato da Sacconi, che ha lanciato questo tweet:


D'altra parte il rapporto tra Pd e Ncd è molto teso, un po' per il mancato accordo sulle poltrone ministeriale, un po' per le difficoltà su alcuni punti che dividono Renzi da Alfano, in primis la possibile patrimoniale. "Non vogliamo alla giustizia un giustizialista e non vogliamo all'economia qualcuno che sia particolarmente affezionato alle tasse. Qualcuno che ritenga che l'incremento fiscale sia una politica di sviluppo. La vera priorità in questo momento è la diminuzione delle tasse", ha detto il segretario Ncd.

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